Pieve di Soligo, “Piano comunale di contenimento della popolazione di colombi” e appello del Comune agli automobilisti per la vita di rospi e ricci

Gli animali sono al centro di due iniziative del Comune di Pieve di Soligo: da una parte l’appello, rivolto agli automobilisti, che riguarda la vita di ricci e rospi, dall’altro un’ordinanza che ha come oggetto il contenimento della popolazione dei colombi in città.

Ogni anno – spiegano dal Comune -, con i primi tepori di febbraio e marzo, ricominciano a muoversi e ad uscire dai boschi i piccoli ricci in cerca di nuovi territori dove vivere e i rospi in cerca dei siti di riproduzione acquatici. Questi animali, che si spostano prevalentemente di notte, sono una sorta di termometro biologico, dei bioindicatori”.

“La loro presenza – continuano – ci dà la misura della qualità dell’ambiente, dello stato di salute dei nostri territori (che influenza il nostro stato di salute), con considerazioni che si possono spingere alla valutazione della presenza e degli effetti inquinanti, di sostanze talvolta usate dall’uomo, oppure degli effetti conseguenti ad alterazioni dell’ecosistema, o alle manipolazioni delle catene alimentari. Proteggere il riccio e il rospo economizza in pesticidi e rende infinite volte in relazione alla qualità della vita dell’uomo”.

Il Comune ha ricordato a tutti gli automobilisti di fare molta attenzione sulla strada a questi piccoli e utili animali, facendo il possibile per evitarli quando si incontrano.

Non si tratta di ‘antropomorfismo disneyano’ – proseguono -, ma è certo che la strage sulle nostre strade di ricci e rospetti ha un che di assurdo e di dannoso per l’uomo stesso. Basterebbe davvero poco per evitarla: andare più adagio in auto e fare attenzione a dove si mettono le ruote. Certamente molti automobilisti possono concordare e provare ad impegnarsi in tal senso”.

Per limitare la popolazione dei colombi urbani per questioni igienico – sanitarie, invece, è stato condiviso con il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana e con la Direzione Agroambiente della Regione del Veneto un “Piano comunale di contenimento della popolazione di colombi”.

Il Piano ha previsto l’emanazione dell’ordinanza sindacale numero 13 dell’8 febbraio che impone a tutti i cittadini di non somministrare o abbandonare volontariamente cibo ai “colombi di città”.

Inoltre, entro 180 giorni dall’emanazione dell’ordinanza, tutti i proprietari degli immobili in stato di abbandono e non occupati, che si trovano all’interno dei centri abitati, dovranno provvedere alla chiusura di tutti i possibili accessi all’interno (compresi abbaini e soffitte e tetti collabenti/diroccati), da parte dei colombi ed utilizzabili per la loro nidificazione secondo quanto riportato nel sito del Comune di Pieve di Soligo (https://www.comune.pievedisoligo.tv.it/).

L’ordinanza obbliga i proprietari, gli amministratori o chiunque abbia la disponibilità di uno o più edifici siti all’interno dei centri abitati, come definiti ai sensi del Decreto legislativo 285/1992 e successive modificazioni e integrazioni con deliberazione di giunta comunale numero 52 del 4 aprile 2011, a provvedere, a propria cura e spese, ad una conveniente pulizia dei luoghi di sosta e nidificazione dei colombi (sono incluse le superfici sottostanti questi luoghi di accesso pubblico).

L’ordinanza disciplina anche l’installazione di sistemi dissuasori oltre al problema della chiusura degli spazi di nidificazione.

Per i trasgressori dell’ordinanza sono previste delle sanzioni amministrative.

(Foto: web).
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