“Si spera che rimanga in carcere a vita, da valutare l’espulsione di chi è illecitamente nel nostro territorio” : le parole del sindaco sulla morte di Adriano Armelin

È deceduto Adriano Armelin, picchiato selvaggiamente ieri sera da un 36enne marocchino, entrato in casa sua per motivi ancora poco chiari. Le ferite riportate sono risultate troppo gravi e ora si parla di omicidio.

“È una giornata triste perché abbiamo appreso da pochi minuti la morte del signor Armelin” commenta il sindaco Stefano Soldan, davanti alla casa, ancora sotto sequestro, della vittima in via Schiratti.

Adriano Armelin è ricordato come una persona affabile molto conosciuta in paese, a cui tanti volevano bene per la sua semplicità, per il suo essere cordiale, era molto attivo per il comune con la sua attività di elettrauto.

Viene a mancare, continua il primo cittadino, “una persona buona che non meritava una fine del genere e  per la quale abbiamo sperato nelle scorse ore che tutto potesse risolversi per il meglio, purtroppo così non è stato”.

Il sindaco non fa giri di parole quando commenta le sorti del 36enne: “Consola il fatto che il criminale che ha commesso questo efferato delitto sia nelle mani delle autorità e che sia in carcere, dove speriamo che rimanga per sempre perché quello che ha fatto a una persona così mite non deve trovare nessuna forma di giustificazione”.

È importante anche valutare dei provvedimenti volti ad espellere eventuali persone che si trovino illecitamente su questo territorio” dice in merito ai chiarimenti sulle generalità dell’aggressore, che però al momento non sono ancora state rese note.

Soldan continua ringraziando come comunità il cittadino che è intervenuto subito in difesa di Armelin, “dimostrando che esiste un tessuto sociale sano a difendere e fermare questo criminale”.

Pieve di Soligo, insiste, è una città sicura, come lo sono tutti i centri urbani grazie all’operato dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di finanza: “Nessun sindaco spera che succedano fatti simili nel proprio comune, siamo abituati a vederli sempre alla tv o sentirli in zone lontane. La verità è che siamo in un mondo globalizzato dove tutto ciò può avvenire indiscriminatamente dal luogo in cui ci si trova”.

Soldan ha ricordato che negli anni passati la città ha già vissuto fatti drammatici, a partire dall’omicidio di Elisa Campeol ad altri episodi più datati.

“Ci rincuora il lavoro tenace delle Forze dell’ordine per garantire la sicurezza di tutti noi” conclude.

Nel frattempo tra i vari messaggi di supporto ne sono arrivati molti anche dalla comunità marocchina pievigina: di fatto, esplicita Soldan, non tutte le persone straniere sono da considerarsi delinquenti.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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