Passaggio generazionale per l’autofficina Prosdocimo (oggi Cunial) dopo oltre mezzo secolo di cofani aperti

Da sinistra Francesco Prosdocimo e Massimo Cunial

Francesco Prosdocimo, settant’anni appena compiuti, di Possagno, è uno di quegli uomini che sa bene quant’è cambiata la professione di un meccanico in queste decadi. Ricorda ancora i tempi nei quali la diagnosi si faceva senza computer, ma soltanto aprendo il cofano e ascoltando il motore, per poi fare un giretto in strada, sforzando le braccia per tenere uno sterzo duro e spingendo sulle gambe per premere dei pedali cigolanti. A quel tempo, un componente si poteva sostituire anche senza chiamare la concessionaria ufficiale: un bullone era un bullone, un cavo era un cavo.

Andando ancora più indietro nel tempo, negli occhi azzurri di Francesco Prosdocimo si riflettono ancora i ricordi di suo padre e della sua officina lungo viale Canova, quando non era strano vedere un’attività del genere vicino al centro storico.

La sua famiglia gestiva due pompe di benzina, mentre suo padre faceva l’autista. Il 1° gennaio 1968 fu il giovanissimo Francesco a prendere in mano l’officina, prima affittata a terzi, gestendola per mezzo secolo e assistendo al cambiamento radicale della tecnologia automobilistica.

La mini collezione di auto d’epoca in officina

Il 3 ottobre 2003 all’autofficina Prosdocimo, sulla provinciale Valcavasia, dei clienti parlarono a Francesco di un loro nipote, Marcello Cunial: un ragazzo in gamba, cavasotto, diplomato, che lavorava come meccanico in una ditta di trasporti ma che avrebbe voluto passare al mondo delle auto, ovvero la sua vera passione, che a quel tempo e anche oggi prende la forma di una Lancia Delta. Francesco accettò di prenderlo con sé e gli insegnò ciò che aveva imparato, ma la transizione fu bilaterale: Marcello era aggiornatissimo e sempre entusiasta. Oggi quell’apprendista ha quasi quarant’anni e si sente pronto per raccogliere il testimone, passato volentieri dal suo mentore.

Nasce così oggi, sabato 23 settembre, l’Autofficina Cunial, erede di un esempio ideale di passaggio generazionale, durato ben vent’anni: “Era lo scorso marzo quando, compiuti i settant’anni, mi sono accorto che era tempo di andare in pensione. Ho lavorato abbastanza: cinquantacinque anni, ma a dire il vero andavo a dare una mano in officina anche mentre andavo alle elementari. Alla domenica soprattutto, perché a quel tempo i distributori non chiudevano mai” racconta Francesco, con un sorriso e il berretto Michelin in testa.

“Un cambio radicale è avvenuto negli anni Novanta, quando è diventato obbligatorio il catalizzatore: da lì si è passati alla gestione elettronica, all’iniezione al posto del carburatore. Non potevi più regolare il motore con un cacciavite: le centraline hanno rivoluzionato tutti i sistemi – continua Prosdocimo, mostrandoci anche tre auto d’epoca che tiene con sé in officina. – Oggi occorre aggiornarsi e serve continuamente attrezzatura nuova. Poi è vero che su internet c’è tutto ciò che serve, ma bisogna saperci mettere le mani altrimenti la gente, se sbagli, non si fida più”.

Ma la fortuna più grande, e Francesco lo sa bene, è aver trovato Marcello, qualcuno a cui lasciare un patrimonio di esperienza come il suo: “Non è facile trovare qualcuno che abbia voglia di fare questo mestiere. Io ho deciso di buttarmi. Se non lo faccio ora che ho quarant’anni, non lo faccio più – spiega il nuovo gestore, Marcello Cunial – È vero che è un lavoro sempre più difficile, nel quale bisogna saper usare anche l’elettronica. Le auto sono sempre più complicate, più delicate. Un tempo era un enigma da risolvere da soli, adesso in genere si sostituisce completamente la parte ordinandola dalla casa madre e magari facendola installare da remoto”.

C’è un’altra cosa che accomuna Marcello e Francesco, che oggi festeggiano assieme ai compaesani questo storico passaggio: “Le migliori auto al mondo? – ci risponde Francesco – Quelle italiane. Non tanto per il fatto che sono state all’avanguardia o per la meccanica, o per le vittorie nei rally e in Formula Uno, quanto per la passione di chi le ha costruite e di noi che le abbiamo tifate”.

(Fonte foto: Qdpnews.it)
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