Niente fusione con Refrontolo, a Pieve di Soligo scatta il “divorzio” nella gestione associata delle funzioni. Canal: “Scelta che amareggia”

Sul “divorzio” alle porte in fatto di gestione associata delle funzioni tra Pieve di Soligo e Refrontolo si è espresso anche il primo cittadino di quest’ultimo Comune, Mauro Canal, replicando per punti a quanto emerso in occasione dell’ultimo consiglio comunale pievigino di lunedì 26 settembre (qui l’articolo).

“Ad oggi non ho compreso il reale motivo per il quale il sindaco Soldan non vuole rinnovare le convenzioni – esordisce Canal -. Io avrei proseguito molto volentieri la gestione associata, eventualmente sistemando (se ci sono) le criticità, che esistono in un Comune singolo come in una gestione associata e io sono abituato a risolvere i problemi, non a scansarli”.

“Detto questo, sono davvero amareggiato per questa scelta che è del Comune di Pieve di Soligo – ha proseguito -. Ne prendo atto, ma sono amareggiato della scelta di non rinnovare le convenzioni, anche perché, quando sono state fatte, ero uno di quelli che le ha sostenute e portate avanti. Abbiamo fatto un lavoro immenso nel portarle avanti – ha ribadito – e adesso, purtroppo, per volontà di un sindaco tutto questo lavoro viene, sostanzialmente, buttato via”.

Canal riferisce poi quella che era stata la sua proposta fatta a Soldan, evidentemente non andata in porto: “Gli avevo proposto, dato che manca un anno e mezzo alla chiusura dei nostri mandati – ha affermato -, di lasciar decidere ai prossimi sindaci: neanche questo è stato accettato. Mi lascia molto perplesso il fatto che, se un sindaco crede veramente in una fusione, il primo passo è quello di un’unione delle funzioni, come era la situazione attuale”.

“Il fatto che lui non la voglia più portare avanti mi fa pensare che non creda neanche tanto alla fusione – ha proseguito Canal -. Facendo questa operazione, in sostanza regredisce rispetto all’unione dei due Comuni: dice una cosa e fa un atto completamente contrario. Io ho la percezione dei miei cittadini, so benissimo come la pensano e conosco il territorio, quindi proporre un referendum per la fusione rappresenta sia tempo che soldi persi, perché di fatto non raggiungerebbe neppure il quorum. Non so se Soldan percepisce i sentori di Pieve di Soligo, ma a Refrontolo sono questi – prosegue il sindaco -. Non vedo perché ci debba essere questa volontà assoluta, non comprendo questo accanimento per avere e fondersi con Refrontolo. Comunque prendo atto di questo scioglimento, e a mio avviso è una perdita per entrambi i Comuni: pazienza”.

“Il progetto ambizioso iniziale – ricorda il primo cittadino refrontolese – prevedeva la gestione associata delle funzioni di sei Comuni: l’origine era questa e non la fusione tra Pieve di Soligo e Refrontolo. Purtroppo questa scelta incomprensibile ora fa perdere a Pieve di Soligo la sua centralità e lo fa isolare anche dal resto dei Comuni”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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