Addio a Francesco Spinazzè, Medaglia d’oro per la ricostruzione del Friuli e instancabile “cacciatore” di vene acquifere

Francesco Spinazzè

Con lui se ne va un pezzo della storia locale: è scomparso all’età di 94 anni Francesco Spinazzè, residente a Castello Roganzuolo, frazione di San Fior.

Geometra e in passato tecnico comunale, ricevette una Medaglia d’oro al Valor civile per il ruolo che ebbe nella ricostruzione del Friuli, colpito dal terremoto del 6 maggio 1976.

Un sisma con una scossa di magnitudo 6.4 che provocò la morte di 990 persone, 100 mila sfollati, 15 mila case distrutte, oltre a 45 Comuni rasi al suolo e altri 40 gravemente danneggiati.

Un territorio, però, che seppe dare una lezione a tutto il Paese in fatto di ricostruzione, con una forza d’animo che venne descritta da penne celebri, come quella di Gianni Rodari in un reportage per “Paese sera”.

In quel contesto Spinazzè ebbe un ruolo da consulente tecnico, in particolare dai Comuni di Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto (Pordenone), per la ricostruzione: fu quindi tra i progettisti della ricostruzione e, per questo motivo, il Friuli decise di assegnargli la medaglia al valor civile.

Un’altra particolare abilità ha reso nota la figura di Spinazzè: era predisposto alla ricerca di vene acquifere, lavoro per cui veniva chiamato molto spesso nel territorio.

Come ha raccontato il vicesindaco Luigi Tonetto, tramite l’impiego di un pendolo o di una semplice collanina era in grado di individuare queste vene acquifere: in base al numero di giri fatti dal pendolo, il geometra riusciva a stabilire la profondità e la tipologia di un terreno.

Spinazzè era inoltre appassionato di musica: suonò per diversi anni l’organo nella chiesa di Castello Roganzuolo per poi dedicarsi al canto, fino a 3-4 anni fa, all’interno della corale parrocchiale della frazione. Una passione per la musica condivisa con i fratelli.

“Era lo storico geometra comunale di San Fior, con il dono di trovare le vene d’acqua. Cantava fino a qualche anno fa e aveva la passione per la musica, per la quale era molto predisposto – conferma Tonetto -. Arrivava da una famiglia da sempre impegnata nella collaborazione parrocchiale e Spinazzè era sempre a disposizione del volontariato”.

Francesco Spinazzè lascia la moglie Marì, i figli Fulvio, Gianni, Carla e Michela, le nuore, i generi e i nipoti.

Il funerale verrà celebrato domani, venerdì 1° dicembre alle 15, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Castello Roganzuolo, dove verrà recitato il Santo Rosario oggi giovedì alle 19.30. Dopo la cerimonia si proseguirà per il cimitero di Castello Roganzuolo.

(Foto: Onoranze funebri Eccellenze funerarie Frè).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati