Per un itinerario tra passato, presente e futuro: ieri la presentazione del volume su Villa Liccer

Nella serata di ieri gli spazi esterni di Villa Liccer, complesso architettonico che sorge a lato del Parco Fiore a San Fior, hanno accolto una evento che è parso una sorta di itinerario tra il passato, il presente e il futuro del luogo: è stato infatti presentato il volume “Villa Liccer, le nostre radici. Storia e storie di una realtà che continua a crescere”.

Il volume raccoglie immagini, storie e racconti relativi a un edificio che è ancora il simbolo di quello che era il vivere in comunità nel passato. Attualmente il complesso accoglie quattro realtà professionali diverse tra loro, ovvero lo studio legale Trubian e Florian e quello dell’avvocato Granzotto, lo studio di comunicazione Olojin e di architettura D-recta, (che ha contribuito all’analisi per il recupero dell’edificio), distibuiti tra il corpo padronale (dove all’interno si vedono anche parte degli affreschi) e quelle che erano le stalle.

All’incontro erano presenti vari ospiti, tra cui il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, il quale ha affermato che l’edificio “ha un valore altissimo e situazioni simili a questa si trovano in tutta la Provincia di Treviso”, i consiglieri regionali Sonia Brescacin e Roberto Bet, il presidente di Ascom Treviso Federico Capraro e il numero uno di Piave Servizi Alessandro Bonet, il sindaco di Cordignano Roberto Campagna. Presenti anche i rappresentanti della famiglie Tomasella e Dal Mas, famiglie che hanno condiviso in passato il proprio vivere quotidiano a Villa Liccer, dando l’esempio di ciò che significava fare comunità.

L’evento è iniziato dopo un’introduzione musicale da parte del Coro Pradevai, con l’intento di ricreare “l’atmosfera di festa di quei tempi”.

“È stata dura – ha affermato il sindaco di San Fior Giuseppe Maset – Abbiamo rinviato per tre volte l’avvenimento, che è il rilancio delle radici verso un futuro socioculturale”.

Il primo cittadino ha citato l’importanza del “fare comunità” e della coesione, chiarendo come l’educazione nelle nuove generazioni possa essere la “chiave di volta per il nostro futuro”.

L’assessore alla Cultura Serena Modolo ha ricordato il 1907 quale anno in cui le famiglie Tomasella e Dal Mas “presero a mezzadria la villa”, condividendo vari momenti della vita quotidiana, tra cui la recita del rosario nella chiesetta adiacente di San Giovanni, per poi arrivare a imparentarsi.

La crescita commerciale del complesso è stato invece l’obiettivo citato dall’assessore ai Lavori pubblici Diego Zanin, il quale ha illustrato la gestazione che ha condotto verso il recupero architettonico dell’area, “non senza qualche difficoltà”, come lo stesso ha ammesso.

Ora l’obiettivo è quello di recuperare la chiesetta adiacente e di completare la cura del parco, secondo quanto riferito dal sindaco Maset, il quale ha specificato che i tempi non saranno brevi in quanto servirà attendere anche un finanziamento in vista di tale progettualità.

Questa villa era la vita del territorio e con questo progetto vogliamo farla ritornare viva“, è in sintesi il messaggio lanciato ieri tramite Stefano Notturno di Olojin: il futuro dello spazio vedo l’organizzazione di eventi culturali, attività con le scuole e mercatini, ma anche la partenza di “Villa Liccer Hub”, ovvero “un progetto dedicato alla diffusione della cultura d’impresa, dei servizi e della comunicazione aziendale”.

Intanto, tra il pubblico, c’è chi non ha potuto non pensare ai tempi trascorsi in comunità proprio lì, in passato. Lo ha fatto ad esempio Ezio Marchioni, ex capogruppo degli Alpini: “Ricordo quando c’era il centro anziani. Era bello ritrovarsi qui e questa è una possibilità di poter tornare al passato”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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