Un viaggio alla scoperta dell’universo delle api: in sala polifunzionale la serata informativa sul loro ruolo nell’ambiente

“Una serata dedicata a uno straordinario percorso” è la premessa fatta nella serata di venerdì 13 maggio da Serena Modolo, assessore alla cultura del Comune di San Fior, che ha fatto gli onori di casa assieme al sindaco Giuseppe Maset e all’assessore all’Ambiente Luigi Tonetto: la sala polifunzionale ha infatti accolto un incontro sul tema del ruolo delle api nell’ambiente, per evidenziare anche i fattori positivi della loro presenza e non soltanto quelle negative.

Come hanno evidenziato gli esperti sul tema, Stefano Dal Colle (presidente di Apat-Associazione provinciale apicoltori trevigiani) e Dino Masetto (agronomo di Confagricoltura Treviso), l’ape è infatti l’unico insetto a produrre un alimento umano, pertanto non deve essere visto soltanto nella sua accezione negativa.

“Il lungo viaggio del miele” è il titolo emblematico scelto per l’incontro che ha visto una nutrita presenza di pubblico, compresi gli alunni delle scuole i quali, al termine dell’incontro, hanno letto quanto imparato sull’universo delle api.

Nel corso della serata sono emersi aspetti e dati che non è così scontato sapere: ad esempio, un alveare “ospita” circa 60-70 mila api, in grado di impollinare milioni di fiori. “Se non ci fossero le api non ci sarebbe futuro”, è stato il messaggio della serata, tanto che a livello politico è stato indirizzato un finanziamento all’attività dell’apicoltura, secondo quanto riferito dal senatore Gianpaolo Vallardi (presidente della Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare in Senato).

“La politica green non è una moda e vediamo i risultati nel territorio – ha affermato inoltre Roberto Campagna, presidente del Consiglio di Bacino di Sinistra Piave – I temi ambientali e la sensibilizzazione a livello di bacino continueranno su questa strada”. Presente alla serata anche il presidente di Savno Giacomo De Luca.

Da parte sua, Stefano Dal Colle ha sfatato alcuni falsi miti in tema di api: ad esempio ha messo in guardia di fronte al cosiddetto “miele vegano”, che a suo dire non esiste, perché si tratta di un prodotto animale.

Il nome scientifico dell’ape è quello di “Apis mellifera”, ovvero “che porta il miele, non presente in natura in quanto è un prodotto delle api”. 

Api che si differenziano dalle vespe, in particolar modo per la diversa reazione dopo aver punto qualcuno o qualcosa: se le vespe possono pungere ripetutamente, le api hanno invece il pungiglione a forma di uncino, che rimane impigliato al momento della puntura, provocando lo strappo della vescicola di veleno dell’insetto ma anche del suo intestino. Una situazione che lo conduce quindi alla morte.

Un altro fatto curioso riguarda il calabrone: nel momento in cui attacca l’ape, quest’ultima “chiede aiuto” alle “compagne” e la collettività fa quindi scappare il pericoloso aggressore.

Tutti fatti che sono a conoscenza dell’apicoltore, il quale “conosce l’ape” e sa come trattarle: ad esempio, chi svolge tale attività è a conoscenza del fatto che l’utilizzo del fumo, inteso dagli insetti come segnale di pericolo, fa sì che le api si nutrano di miele e fuggano per 5-10 minuti prima di ritornare, lasciando lavorare l’apicoltore stesso.

È bene sapere che le api si distinguono in “operaie” e “api regine”, di sesso femminile, mentre il “fuco” è di sesso maschile. Le operaie vivono 45 giorni, le api regine fino a cinque anni e il fuco un’intera stagione (a eccezione della stagione invernale).

Tali spiegazioni sono state accompagnate da immagini e filmati, utili a svelare questo universo che spesso e volentieri viene mal interpretato oppure non conosciuto a sufficienza.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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