Una biblioteca… di oggetti: tre giovani uniti in un progetto per dare nuova vita alle cose inutilizzate

La biblioteca degli oggetti

Quando si parla di biblioteche, si pensa subito al mondo dei libri ma, in realtà, possono avere a che fare anche con altro.

Intervista ai giovani fondatori della biblioteca degli oggetti – Video a cura di Arianna Ceschin

San Vendemiano, in via Olivera 18, esiste una vera e propria biblioteca degli oggetti, nata dall’idea di tre giovani, ovvero Silvio e Saverio Stragapede, Luca Foltran, residenti tra Colle Umberto, Vittorio Veneto e Conegliano.

I fondatori della biblioteca degli oggetti

Giovani che hanno dato vita all’associazione no profit“Atpico”, nel cui ambito è nata questa particolare biblioteca, che ha trovato spazio nei locali di un privato e conta anche su un gruppetto di sostenitori, oltre agli stessi fondatori.

Il nome dell’associazione si rifà alla formula chimica dell’Atp, che fornisce alla cellula l’energia necessaria per svolgere qualsiasi tipo di lavoro biologico.

Alcuni oggetti della biblioteca

“Abbiamo voluto omaggiare, tramite questa formula chimica, il concetto di vitalità che ci accomuna, dare l’idea di uno slancio che prende tante forme diverse”, hanno svelato.

Entrando in questo spazio, aperto ogni sabato pomeriggio dalle 16 alle 20 (o in giorni diversi su appuntamento), l’attenzione viene colta da alcuni oggetti disponibili al prestito, come ad esempio un vero e proprio salottino, completo di giradischi, una pianola, una chitarra elettrica, uno snowboard e, addirittura, un paio di stampelle.

Una pianola a disposizione

A fare da “cornice”, anche un tavolo da ping pong in entrata, simbolo di quel desiderio di scambio collettivo promosso da questa realtà.

Ma come è nata una simile idea? E, soprattutto, come funziona una biblioteca degli oggetti?

“L’idea è partita da Silvio il quale, un giorno d’estate, ci ha contattato, dicendoci ‘Voglio condividere un sogno con voi’ – hanno raccontato Luca e Saverio – Ci trovavamo sulle sponde del lago di Revine ed è così nata l’idea di fare qualcosa che fosse utile anche per l’ambiente”.

“Da lì è nato uno slancio sociale e il desiderio di fare qualcosa anche qui, in una piccola cittadina come San Vendemiano – hanno spiegato i tre fondatori – Abbiamo fatto esperienze all’estero e conosciuto Bologna, dove si trova la ‘casa madre’ di questo progetto, ovvero ‘Leila – La biblioteca degli oggetti’, che è la più grande d’Italia e, a sua volta, si è ispirata a un’altra biblioteca situata a Berlino”.

Un’esperienza che, anche se aperta soltanto dalla scorsa estate, ha già ottenuto una risposta di pubblico considerevole, con 90 oggetti proposti, alcuni in esposizione e altri in magazzino, visibili su un catalogo online, disponibile sul sito dell’associazione Atpico (che rimanda anche a quello della biblioteca degli oggetti di Bologna).

“Abbiamo fatto una ricerca di mercato e capito che chiunque ha bisogno di un oggetto che non comprerebbe – hanno spiegato – A livello pratico, chi vuole accedere fa una tessera annuale di 25 euro e può portare degli oggetti di cui non ha più bisogno, potenzialmente utili per gli altri. Gli oggetti restano alla biblioteca per un anno e, al momento del rinnovo dell’iscrizione, possono decidere se lasciare gli stessi oggetti oppure ritirarli, perché magari servono di nuovo, e portarne degli altri in sostituzione”.

Il tavolo da ping pong all’ingresso

“Dall’altra parte, si può prendere in prestito un numero di oggetti pari a quanti ne sono stati lasciati, per una durata di due mesi – hanno aggiunto – Si tratta di un modo di dare vita alle cose, non di liberarsene. Abbiamo già avuto un’ottima risposta, non solo a San Vendemiano, ma anche dai Comuni limitrofi. Ci sono già dei volontari disponibili a dare una mano”.

Gli obiettivi per il futuro? Un laboratorio di bricolage condiviso, inteso come una vera e propria “palestra a ore” accessibile a tutti gli appassionati, e una “ciclofficina”, dove le persone possano imparare, collettivamente, a riparare da soli le proprie biciclette. Tutto negli spazi della biblioteca degli oggetti.

Progetti futuri che proseguono in un’ottica di recupero. Intanto, il prossimo 16 dicembre la biblioteca degli oggetti ospiterà la propria festa di Natale, in compagnia di tutti gli espositori.

“Ci auguriamo di aprire nuovi punti vendita di ritiro in vari punti del territorio – l’auspicio dei giovani per il futuro – Questo è un progetto che agisce a livello ambientale ed economico, perché consente un risparmio, ma anche a livello sociale, in quanto la biblioteca diventa così un punto di aggregazione per le persone. Per gli scettici, crediamo che sia necessario uno slancio anche in azioni piccole, ma determinanti”.

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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