A Santa Lucia di Piave sindacati e Comune rinnovano l’intesa, braccio di ferro sull’esenzione Irpef

Braccio di ferro sull’esenzione dall’addizionale Irpef comunale. Dentro al quadro di dialogo e cooperazione tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale di Santa Lucia di Piave, che ha portato, martedì 26 giugno nella sede municipale, alla sigla dell’accordo 2018, le parti sociali avanzano la richiesta di innalzare la soglia fino ai 15 mila euro, considerando che l’imponibile complessivo negli ultimi quattro anni ha sempre registrato margini di crescita. Mentre il Comune, che ricorda la riduzione dell’aliquota Irpef da 0,7 a 0,6 per tutti i redditi e che l’esenzione è fissata da anni a 12 mila euro, sottolinea che non ci sono spazi di manovra, visti gli impegni di spesa destinati al sociale (circa il 19% della spesa corrente).

Alla sigla erano presenti Paolino Barbiero, Ottaviano Bellotto e Adriano Da Ronch (Spi Cgil), Franco Marcuzzo e Giancarlo Antoniazzi (Fnp Cisl), Mario Tozzato (Uilp Uil) ed il sindaco di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski.

Primo cittadino in testa, l’amministrazione evidenzia comunque che a garanzia dell’equità e dell’efficienza dei servizi l’attività di accertamento dell’ufficio tributi ha comportato un considerevole incremento delle risorse. Un’azione, avvalorata dal patto sottoscritto con la Guardia di Finanza, che i sindacati ritengono fondamentale anche per prevenire la diffusione dell’evasione fiscale in questo periodo di ripresa economica e, allo stesso tempo, reperire le risorse necessarie alla macchina amministrativa.

Non solo l’aspetto contributivo è stato tema di confronto. Sotto la lente di ingrandimento delle parti sociali anche i bilanci consuntivo 2017 e di previsione 2018, e in particolare le poste legate alle politiche socio-assistenziali gestite direttamente dal Comune e affidate all’Ulss 2, per le quali l’amministrazione sollecita l’azienda sanitaria a farmi maggiore carico di alcune casistiche particolari o l’eventuale revisione delle quote dovute.

Sempre sul fronte del sostegno alle fasce più deboli sindacati e Comune spingono perchè le strutture per anziani del territorio amplino l’offerta mettendo in campo sempre più prestazioni, anche di tipo domiciliare. Punto questo sul quale – a detta dell’amministrazione – la casa di riposo “Divina Provvidenza” latita. Mentre le parti concordano sul valorizzare l’esperienza di Fondazione di Comunità, al fine di promuoverne sempre più l’attività sociale sul territorio. L’amministrazione ha, inoltre, proposto di ospitare la Fondazione negli spazi di palazzo Ancillotto, una volta recuperato.

E poi ancora, la discussione ha toccato il tema dello sviluppo dei servizi pubblici locali, quello degli investimenti in infrastrutture che mirino alla crescita economica e al benessere collettivo dell’area, evidenziando la necessità di una maggiore aggregazione tra gli enti locali a ottimizzazione delle risorse e per avviare strategie espansive per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.

“È da sempre schietto e produttivo il confronto con l’amministrazione di Santa Lucia di Piave – dice Paolino Barbiero, segretario generale Spi Cgil di Treviso – Molti sono i punti condivisi, su altri, come quello del contenimento dell’imposizione fiscale, si intravedono vie differenti per raggiungere il risultato voluto ma non per questo ci separano. Portiamo in nostro contributo – conclude Barbiero – e ci scontriamo a volte con la necessità dei Comuni di dare risposte immediate ai problemi. Necessità che non permette loro di superarre la dimensione locale per approdare a una di area vasta”.

(Fonte e foto: Spi Cgil Treviso).
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