“Credo in una scrittura libera e innovativa”: l’avventura del 22enne Enrico Biasotto al Campiello Giovani

Enrico Biasotto

“Una stagione di fede” è il titolo del racconto con cui Enrico Biasotto, 22enne di Santa Lucia di Piave, è riuscito a entrare nella rosa dei 25 semifinalisti dell’ultima edizione del “Campiello Giovani”, uno dei concorsi più prestigiosi dedicati al mondo della scrittura.

Per Biasotto è stata la prima partecipazione a un concorso letterario e, anche se non c’è stato l’accesso alla finale, il giovane non ha nascosto l’entusiasmo e la spinta che questa avventura gli ha comunque trasmesso. 

Una passione, quella per la scrittura, che a ottobre lo porterà a frequentare la Scuola Holden di Torino e nata tra i banchi di scuola, all’istituto Cerletti di Conegliano.

“Scrivo dai tempi delle superiori, dalla quarta superiore per la precisione: ho frequentato l’indirizzo tecnico del Cerletti, dove si sono succeduti diversi docenti di Lettere. L’ultima che ho avuto mi ha trasmesso questa passione o, probabilmente, ha risvegliato qualcosa che già c’era – ha raccontato il 22enne -. Era il primo concorso a cui partecipavo: ricordo che stavo tornando da Torino, l’anno scorso, quando mi sono messo a guardare i bandi dei concorsi letterari e c’era quello del Campiello Giovani, uno dei più conosciuti. Ho provato“.

“Eravamo oltre 400 partecipanti e la selezione prevedeva l’invio di una mail ai 25 semifinalisti scelti: l’ho ricevuta anche io e poi c’è stato l’invito ad andare a Verona, per presentare il proprio scritto – ha proseguito – Io ho partecipato con ‘Una stagione di fede’, un racconto breve del genere psicologico, con un tocco romantico: una via che ho scelto per poter spiegare l’interiorità dei personaggi”.

Un racconto che trae ispirazione del film “Scoprendo Forrester” del 2000, diretto da Gus Van Sant, con protagonisti gli attori Sean Connery (nei panni dello scrittore di origine scozzese William Forrester, vincitore del Premio Pulitzer, ritiratosi dalle scene) e Rob Brown (alias Jamal Wallace, 16enne aspirante scrittore, proveniente dal difficile quartiere newyorkese del Bronx). 

Un rapporto, quello instaurato nel film tra Forrester e Wallace, che consentirà al primo di uscire da una condizione di isolamento e al secondo di riscoprire e rafforzare le proprie potenzialità in fatto di scrittura.

“Nel film lo scrittore porge allo studente un quaderno con un suo scritto, intitolato ‘Una stagione di fede assoluta’: io ho immaginato cosa ci fosse in quello stesso scritto e da lì ho iniziato a creare il mio racconto – ha spiegato Biasotto -. Sicuramente sarebbe stato bello essere tra i 5 finalisti, ma è stata una bellissima esperienza: salire sul palco per raccontare la propria scrittura è stata una sensazione indescrivibile ed è quello che vorrei poter fare nel mio futuro”.

Ma il tempo della scrittura per Biasotto continua: il giovane ha raccontato di essere alle prese con la stesura di un romanzo.

“Attualmente sto scrivendo un romanzo di formazione, ma sempre nell’ambito psicologico, dove indago i tormenti interiori dei protagonisti ventenni – ha riferito -. Qual è il mio concetto di scrittura? Sicuramente innovativa e libera dai canoni classici. Quello che mi auguro è di finire il mio romanzo e di trovare una casa editrice che me lo pubblichi”.

(Foto: per gentile concessione di Enrico Biasotto).
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