La rievocazione della fiera medievale di Santa Lucia strega il pubblico. La soddisfazione del presidente Ceccon: “Abbiamo fatto centro”

Musica, falò, armature e mercanti: una 24esima edizione grandiosa per l’Antica Fiera di Santa Lucia di Piave.

Dopo quasi due anni di stop, la tradizionale rievocazione della fiera medievale organizzata dal Comitato Antica Fiera si é finalmente svolta tra il 5 e il 7 novembre scorsi e ha lasciato senza fiato i numerosissimi spettatori.

Ogni edizione ha un filo rosso che guida i visitatori alla scoperta del misterioso medioevo, e quest’anno era “Naturalis Historia”: al centro dell’Antica Fiera ci sono state infatti le erbe officinali, i loro derivati e i loro diversi utilizzi.

Chi la conosce lo sa, l’antica fiera è magia: varcando l’ingresso della fiera si viene immediatamente catapultati indietro nel tempo e ogni cosa, persino i soldi, viene adattata al passato. É così che sabato 6 e domenica 7 novembre, nel parco pubblico “Campagnata”, si è potuto assaporare e toccare con mano il vero Medioevo, visitando una mostra di antiche erbe aromatiche con tanto di orto medievale ma anche carri e bancarelle con erbe essiccate, sali aromatizzati e la bottega dello speziale, con marmellate, candele e dolci ripresi da originali ricette medievali.

“”Siamo rinati” ha affermato Aurelio Ceccon, presidente del comitato, orgoglioso di una ripartenza che ha visto presenti i fedeli camperisti, circa 400 da tutto il nord Italia, ma anche numerosi nuovi ospiti.

L’atmosfera é stata curata in ogni minimo dettaglio, anche quello più insignificante, per rendere al massimo l’illusione di un villaggio antico, “da film”. In questa 24esima edizione c’è stato spazio per nuovi stand e in tutto sono state 42 le associazioni che hanno collaborato, con circa 600 addetti. “Quest’anno abbiamo fatto centro, ma stiamo già pensando all’edizione dell’anno prossimo – fa sapere Ceccon – Aspettiamo anche nuovi volontari perché c’é moltissimo da fare, basti pensare che ci sono voluti mesi di lavoro di ideazione, ben 5 settimane per allestire il campo come lo vediamo ora e serviranno 20 giorni per smantellare il tutto“.

Durante la fiera si sono susseguiti una serie di spettacoli e appuntamenti suggestivi che hanno ulteriormente ravvivato l’atmosfera per le migliaia di visitatori giunti da ogni dove, per un’esperienza decisamente fuori dal comune.

Venerdì 5 novembre la fiera ha accolto un concerto dell’Orchestra SIO, forte di oltre 100 giovani talenti. Sabato mattina hanno aperto il mercato con gli ambulanti, le bancarelle delle merci, le botteghe degli artigiani e tutta la grande varietà di musici, armigeri, mangiafuoco e falconieri tipici del Medioevo, oltre ai cavalieri che si sono sfidati nell’area dell’Antica Fiera.

Per rendere possibile una rievocazione di questa portata é stato necessario un grande lavoro preparatorio: vestiti, oggetti e strutture sono creati ad hoc da abili sarti e artigiani e per le figure da interpretare sono stati chiamati innumerevoli volontari, impegnati a rappresentare tutte le maestranze che generalmente si incrociavano tra le vie dei villaggi medievali: arcieri, mercanti, battitori di moneta, osti armaioli, fabbri, muratori, falegnami e molti altri. Il clou dell’intrattenimento è stato lo spettacolo dei cavalieri della Torre antica e poi, nella filanda grande, il concerto della AIR Orchestra sul tema “Harmonia Officinalis“.

Al calar della sera di domenica, come ultima sorpresa, i presenti hanno assistito al grande spettacolo finale dei Cavalieri dell’Apocalisse: un vero e proprio inno alla donna in un intreccio tra guerra e rinascita, con protagonisti cavalli e giochi di fuoco che hanno entusiasmato e sbalordito il pubblico.

“Le coreografie hanno stupito ma il messaggio che veicolavano era molto forte – dice Ceccon – la trama ha voluto ricordare quando le donne nel Medioevo rischiavano di venire accusate di stregoneria in qualsiasi momento e venivano rinchiuse e torturate. Questo spettacolo si é aperto proprio così, ma poi una bambina é riuscita a ribaltare il destino della donna imprigionata, crescendo e diventando una guerriera. Insieme a dei cavalieri, tra giochi di fuoco e figure a cavallo, è riuscita a liberarla, vincendo contro la cattiveria degli uomini“. 

Alla fine, un’ultima potente allegoria: un trampoliere vestito di bianco, un angelo, a simboleggiare la purezza della donna, contrapposto alla furia esplosiva di un uomo circondato dal fuoco, ovvero l’inferno creato dall’uomo, poi il buio della notte.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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