Presentata alla Cuzziol la linea di liquori di Carlo Cracco. Lo chef: “Il dopo pandemia? Conta la forza del territorio”

Ripartire dal legame con il territorio e puntare sulla sua forza è il suggerimento di Carlo Cracco per affrontare il post pandemia: ieri, martedì 29 marzo, il celebre chef, protagonista di diverse trasmissioni televisive, è stato protagonista dell’evento di presentazione della sua linea di liquori, tenutosi nella sede dell’azienda Cuzziol, realtà situata a Santa Lucia di Piave e forte di una storia lunga 60 anni.

Fornitori, clienti e operatori del settore si sono infatti dati appuntamento nella sede dell’azienda di Giuseppe Cuzziol per conoscere la linea di liquori firmata proprio da Carlo Cracco, composta da un “Amaro bianco organico”, frutto della distillazione di infusi di erbe fragranti e piante aromatiche, un “Gin organico”, ovvero un “distillato limpido e cristallino”, e un “Limoncello Organico”.

Prodotti che fondono il concetto di “gusto” con quello della “sostenibilità”: quest’ultima una parola chiave su cui lo stesso Cracco ha inteso soffermarsi.

Da dove nasce la storia di questa linea di liquori? “Un progetto fatto in casa, in famiglia” è la descrizione data da chef Cracco, che ne ha tratteggiato la genesi: “Dopo due anni di grande sofferenza bisogna andare avanti, essere positivi e vedere le cose in maniera diversa”.

“L’acquisto della nostra azienda agricola è avvenuto prima della pandemia, la linea di liquori nasce nel 2015 – ha spiegato – Abbiamo vinto anche un premio in Inghilterra, con l’opportunità di fare un gin, firmarlo e farlo girare in tutto il mondo”.

“In realtà la passione per i distillati nasce nel corso degli anni della scuola alberghiera, – ha proseguito – quando avevo il sogno di fare il barman e poi ho fatto pasticceria. Sì, perché io nasco come pasticcere, un percorso a cui si è affiancato quello di cucina integrata”.

“Ricordo che mi piaceva tutto il mondo del vino ed ero curioso a 360 gradi – ha aggiunto – Credo infatti che non bisogna mai fermarsi di fronte a un piatto. A 20 anni, inoltre, ho fatto un corso da sommelier a Milano: ero l’unico cuoco del corso”.

“Questo per dire che, quando uno fa il proprio percorso, in qualche modo riesce a trovare una quadra – ha sottolineato – I prodotti presentati oggi sono quelli su cui c’è stato un lavoro molto forte”.

Un incontro in presenza, quello di ieri, dove, oltre alla presentazione di un prodotto, è stato trasmesso un messaggio di ripartenza, su cui si è soffermato la stessa guida della azienda, Giuseppe Cuzziol, legato proprio a chef Cracco da una grande amicizia: “Quello di oggi è un momento di stimolo per vedere il bicchiere mezzo pieno dopo due anni difficili. Carlo Cracco oggi è qui perché, oltre a un rapporto di lavoro, c’è un’amicizia di lunga data, che dura da 22 anni”.

Resistenza e resilienza sono stati quindi i concetti chiave veicolati nel corso della presentazione, seguita dall’assaggio dei prodotti in abbinamento a prodotti culinari, mentre i presenti avevano l’opportunità di parlare direttamente con Cracco e fare le foto di rito.

Un evento, quindi, in cui la visione del futuro all’insegna del territorio è stato il messaggio trasmesso ai presenti anche da chi, come Cracco, ha fatto “dell’eccellenza il simbolo del proprio percorso”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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