Umberto Galimberti parla a Sernaglia del disagio giovanile: “Il futuro non dà più certezze come nel passato”

5

 

Viviamo nell’epoca nichilista. Ci parlano di speranza, di augurio di un futuro diverso. Tutte parole negative, che non danno certezze nel domani”. Umberto Galimberti, uno tra i maggiori filosofi non solo in Italia, fotografa la realtà in cui i giovani sono costretti a specchiarsi. Una realtà in cui il futuro è il nulla e il nichilismo che ne deriva è responsabile del disagio in cui versa il mondo giovanile.

Galimberti era ieri sera ospite in una sala comunale di piazza Martiri della Libertà di Sernaglia della Battaglia completamente gremita (compatibilmente alle normative anti-Covid). È stato invitato dall’amministrazione comunale a parlare di “Disagio giovanile nell’età del nichilismo”.

Un’iniziativa – ha detto il sindaco Mirco Villanova introducendo l’ospite – che evidenzia la volontà da parte di questo Comune di essere accanto ai giovani. Esiste un’emergenza educativa e abbiamo chiamato a parlarne una delle voci più autorevoli nel panorama filosofico internazionale. Il tutto esaurito fin dal primo giorno di apertura delle adesioni a questa serata, con una lista d’attesa di oltre 150 persone e per cui abbiamo approntato una diretta streaming, è segno del grande interesse nei confronti di queste tematiche e della statura intellettuale del nostro relatore”.

“Il nichilismo, diceva Nietzsche, è il più inquietante degli ospiti – ha esordito il professor Galimberti -. E i giovani stanno male, anche se non lo sanno. Un disagio che non è psicologico ma è culturale. Il nichilismo è ormai entrato in casa, è entrato nella psicologia dei nostri giovani. Tutti i valori non hanno più valore e quindi non ci sono più riferimenti. Quelli della mia età stavano bene perché il futuro era una promessa, la stessa cosa oggi non ha più valore. Per loro il futuro è una sorta di minaccia, di inquietudine. Quando mi sono laureato in filosofia ero certo che, un anno più tardi, sarei diventato professore di filosofia. A quel tempo il futuro era a portata di mano. I giovani oggi si raccolgono nell’assoluto presente, ricercato purtroppo in modo sempre più diffuso attraverso alcol, droghe o il frastuono stordente della musica. È qualcosa che li anestetizza nei confronti della vita che a loro, così, pare più sopportabile. Non si tratta di paura nel futuro, la paura è un sentimento, ma vera e propria angoscia che è una condizione in cui non trovi nulla a cui aggrapparti, come quando si spegne la luce a un bambino prima che si addormenti”.

5

Una condizione a cui la famiglia e la scuola non sanno dare risposte adeguate secondo il grande filosofo italiano: Galimberti ha messo a fuoco le varie fasi evolutive, dall’infanzia all’adolescenza, evidenziando come oggi i giovani debbano affrontare una grave carenza educativa ed emozionale.

“Ricevono tanta istruzione, ma pochissima educazione, prima dalla famiglia poi dalla scuola. L’educazione in Italia si ferma alle scuole elementari. Secondo recenti studi siamo al sesto posto al mondo tra le scuole elementari e scendiamo al 188esimo posto con la prima università italiana. Occorrerebbe – sostiene il professor Galimberti – che i professori sostenessero dei test della personalità. Gli insegnanti devono saper comunicare, affascinare, avere empatia, dovrebbero fare un corso di teatro obbligatorio, perché insegnare è anche saper recitare. Del resto, per qualsiasi lavoro, ci dobbiamo sottoporre a un colloquio che non è altro che un test della personalità. Fare il professore dev’essere una vocazione. I bulli hanno una scarsa cognizione emotiva, non hanno la percezione di cosa sia il bene e cosa sia il male, quel che un tempo si definiva psicopatia o sociopatia. La scuola li espelle invece di coinvolgerli maggiormente, insegnando loro i sentimenti. Certo non lo si può fare in classi di 30 studenti. Purtroppo questa società non investe sulla scuola, non è interessata ai giovani. Il potere è in mano agli anziani. Soltanto il mercato riconosce in loro la forza e la bellezza”.

“Einstein ha scritto la sua formula a 24 anni – conclude Galimberti -, Leopardi ha scritto il suo capolavoro a 21 anni, Mozart ha fatto il suo primo grande concerto a 17 anni, gli inventori di Apple e Google hanno rivoluzionato il mondo prima di compiere 30 anni. La nostra società, invece, offre ai giovani nel massimo della loro maturazione intellettiva soltanto lavori a progetto, lavori in affitto. È significativo che l’età media dei ricercatori sia di 55 anni, segno che la società vuole fare a meno dell’intelligenza”.

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

 

 

Total
0
Shares
Articoli correlati