Arcobaleni, pulcini, Zaia supereroe della pandemia: inaugurata a Treviso la mostra “#Andràtuttobene – il Covid visto dagli occhi dei bambini veneti”

Irene, 8 anni, del gruppo catechismo della parrocchia San Giovanni Battista di San Fior, ha disegnato i sei pulcini di Zaia. Sono quelli nati durante una diretta della conferenza stampa del presidente veneto, nell’incubatrice donata da un tredicenne padovano con la passione per l’allevamento di galline.

Anche Alice, 10 anni, di Soligo ha scelto come soggetto un solitario pulcino giallo. E così fa Matilde, che ringrazia Luca Zaia “per aver trovato una casa per i pulcini”, che disegna due piccoli pennuti di colore differente, uno giallo e uno nero, ma fratelli nella diversità.

La storia dei pulcini, nati dalle uova donate al presidente della Regione da due ragazzini durante il primo lockdown, ha colpito molto l’immaginario dei bambini veneti. In tanti li hanno scelti come soggetti dei disegni che hanno inviato a Zaia, accanto agli arcobaleni simbolo di speranza, alle scene di vita familiare durante la “reclusione” della primavera 2020, quando anche la scuola smise di funzionare, oltre alle più fantasiose versioni della “sfera” che rappresenta il virus del Covid-19.

Sono mille i disegni che i bambini veneti hanno fatto durante il lockdown e inviato al presidente Zaia, insieme a 320 lettere e messaggi, per raccontargli la loro visione sulla pandemia e sulla sospensione forzata di ogni attività, dal divieto di giocare all’aperto all’impossibilità di incontrare i compagni di scuola.

Un punto di vista così importante da farne la mostra itinerante, che ha come titolo il “mantra” assunto fin dal primo giorno del lockdown: “#Andràtuttobene”. Il Coronavirus visto dagli occhi dei bimbi veneti è il tema dell’esposizione,  partita da Padova nel novembre 2021, che sta facendo il giro delle città capoluogo di provincia. Da venerdì 8 aprile a domenica 1° maggio la si potrà vedere nel salone del Palazzo dei Trecento di Treviso, prima di essere portata a Vicenza ed infine a Vo’ Euganeo, il primo comune dichiarato “zona rossa” nel febbraio 2020.

La mostra è stata promossa dalla Regione Veneto e realizzata dal Teatro Stabile del Veneto, con  il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Camera di Commercio di Treviso – Belluno. Vi sono raccolti 838 disegni, 54 elaborati tridimensionali, 13 sculture, 76 pensieri e messaggi e anche un video messaggio, suddivisi in tre sezioni: “Prescolare”, “Scolare” e Young” oltre a numerose immagini del personale sanitario che ha operato durante l’emergenza. Queste foto compongono il progetto “Negli occhi…”, ideato e creato dal fotografo Marco Milillo di Conegliano.

Il taglio del nastro si è svolto nella mattina di oggi mercoledì 6 aprile con la partecipazione dei bambini delle scuole “Gabelli” e delle loro cinque maestre, in rappresentanza dell’istituto comprensivo “Serena” e di tutti i bambini della provincia di Treviso che hanno inviato i loro disegni a Zaia. Assente giustificato il presidente della Regione, che in mattinata doveva incontrare Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile, per pianificare l’accoglienza dei profughi ucraini in Veneto.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Mario Conte insieme a Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, che ha introdotto gli ospiti istituzionali intervenuti all’inaugurazione: l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, Carmela Palumbo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto, Francesco Benazzi direttore generale dell’Ulss 2, Elena De Bortoli direttore area retail Treviso e Mestre centro Intesa Sanpaolo, Mario Pozza presidente della Camera di Commercio Treviso – Belluno e Uberto Di Remigio della Fondazione Zavrel di Sarmede.

Negli interventi è tornato più volte il tema di un’altra emergenza che sta coinvolgendo l’Europa: il dramma dei profughi dall’Ucraina, in particolare dei bambini costretti a lasciare il proprio paese per cercare una via di salvezza dall’aggressione russa. “Vogliamo fare un applauso a questi, siamo pronti a volergli bene e a fare disegni anche per loro?” ha detto il sindaco Conte rivolgendosi agli scolari della Gabelli, che hanno animato la cerimonia cantando e giocando insieme al Gruppo Alcuni e alle mascotte ufficiali dell’iniziativa. “Colgo questo momento ufficiale per ringraziare Manuela Lanzarin che è stata straordinaria nella gestione di un periodo difficilissimo”, ha sottolineato Conte, che ha esteso il suo grazie a Zaia e a tutti coloro che hanno portato avanti questo progetto, che mette al centro i bambini e le loro emozioni.

“Voi ci avete accompagnato in questi due anni con tanti disegni, nei momenti in cui eravamo a Marghera a prendere anche decisioni difficili. Ci sembrava giusto e corretto esporli nei palazzi più belli della nostra regione, come quello dove ci troviamo oggi, in modo che tutti possano vederli” ha detto l’assessore Lanzarin, “I bambini, anche in questo difficile momento per il paese, ci hanno fatto capire che sarebbe andato tutto bene e oggi fortunatamente va meglio, anche se la pandemia non è passata, e dobbiamo tenere ancora comportamenti responsabili come continuare ad indossare la mascherina”.

Carmela Palumbo ha sottolineato che gli arcobaleni disegnati durante il lockdown sono i colori della bandiera della pace, ricollegandosi all’attualità della guerra in Ucraina e all’accoglienza dei bambini e ragazzi profughi nel sistema scolastico veneto: “Le scuole statali e le paritarie hanno messo a disposizione più di 30 mila posti. Ad oggi nelle nostre scuole sono presenti 650 tra scolari e studenti ucraini”.

La mostra ha il sostegno di Intesa Sanpaolo, che in pandemia ha messo a disposizione misure per aiutare famiglie e imprese e dato al sistema sanitario 100 milioni di euro. Di questi, 6.5 milioni sono arrivati alla sanità veneta e anche l’Ulss 2 ne ha usufruito, come sottolineato da Benazzi.

I disegni esposti sono stati raccolti in quattro cubi a tema: “Anche noi supereroi della salute!”, “La vita continua nella creatività e fantasia dei piccoli”, “Rispettare le regole è sentirsi parte della comunità”, “Negli occhi di…” con le fotografie scattate da Milillo al personale sanitario nel primo periodo della pandemia. Le scolaresche sono invitate a visitare la mostra di Palazzo dei Trecento, un percorso è riservato alle scuole dell’infanzia e primarie, con il gioco dell’Oca Covid-19 da fare insieme ai Mini Cuccioli, per imparare a difendersi dal coronavirus (per prenotare le visite della classe tel. 349-3534051).

L’esposizione resta aperta al pubblico fino al 1° maggio dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18 (giorni di chiusura: Pasqua – 17 aprile – e 18 aprile al mattino). Per informazioni: andratuttobene@teatrostabileveneto.it.

(Foto: Comune di Treviso).
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