Arte e moda sostenibile, il progetto della fashion designer Cristina Battistella sbarca in Toscana

Cristina Battistella

La geografia della trasformazione” è il titolo dell’evento, ospitato nei giorni scorsi al Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, al quale ha partecipato la fashion designer trevigiana Cristina Battistella.

Nel talk si è sviluppata una riflessione sul rapporto tra arte e moda sostenibile grazie al contributo di relatori esperti in questo settore.

Il progetto è stato illustrato dalla designer Battistella, da Silvia Gambi, direttrice del Corso di “Alta Formazione in Management della filiera moda sostenibile” del Polo Universitario Città di Prato (Pin) e dall’artista Ester Grossi.

Presenti il direttore del Centro Pecci, Stefano Collicelli Cagol, e la presidente del Pin, Daniela Toccafondi.

Il progetto ha messo in relazione la moda sostenibile con l’arte, creando una collezione di abiti, disegnati e prodotti dalla fashion designer residente a Nervesa della Battaglia, che sono stati poi interpretati e valorizzati da nove artisti e artiste: Marco Fantini, Ester Grossi, Claudia Matta, Silvia Mei, Elena Monzo, Elisa Rossi, Marta Sesana, Chiara Sorgato e Cristiano Tassinari.

Per la realizzazione dei suoi capi, Battistella ha scelto di usare tessuti riciclati e naturali, in molti casi anche non tinti e quindi rappresentati al massimo della loro purezza: lana, lino, cotone e seta.

“Il mio progetto serve a far riflettere – commenta Battistella -. Nel fashion si sta ridefinendo un nuovo perimetro, un nuovo paradigma dentro al quale si creano nuovi schemi legati alla sostenibilità. Nel perseguire il principio di Lavoisier in cui ‘nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma’, una volta trasformata la materia prima da tessuti scartanti o riciclati, essa stessa può rinascere in nuovi capi”.

“Applicata l’opera d’arte ai capi di abbigliamento – conclude – il significato intrinseco è legato alla durata, come se l’opera d’arte contaminasse positivamente il capo e ne amplificasse il suo valore. Arte e Moda sono legati più di quanto si creda allo scarto in senso positivo sia chiaro, sia materiale che di pensiero, tanto che alcuni artisti contemporanei ne basano la loro poetica”.

(Foto: Cristina Battistella).
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