Casoini alla riscossa: al via “Botteghe in vetrina”, convention e spettacolo per rilanciare il piccolo commercio sotto casa

Le botteghe di alimentari si chiamavano, e si chiamano ancora, qui, nella Marca trevigiana: i “casolini”, un termine che fa parte del linguaggio veneto e trevigiano.

Oggi, nell’evoluzione della rete distributiva, sono mappate come unità del commercio di “vicinato” o di prossimità e – sul piano sindacale – aderiscono al Gruppo Fida (Federazione Dettaglianti Alimentari) di Confcommercio.

Nel post pandemia, e all’inizio di una nuova stagione che fa i conti con i rincari e l’inflazione, le botteghe alimentari della provincia di Treviso hanno dato il via ad un’azione di “riscossa” che vede la prima tappa mercoledi 20 settembre alle ore 18 al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, con un’importante convention sul futuro del commercio dove andrà in scena uno spettacolo, metafora del piccolo commerciante legato alla propria terra, dal titolo “Era tutta campagna” di Davide Stefanato e Igor Barbazza e una “conversazione” a tutto tondo sul settore cui la Politica è invitata.

Era tutta campagna, lo spettacolo è una commedia dolce amara che mette al centro della scena il Veneto, la sua storia e il suo sviluppo negli ultimi decenni, quello che eravamo e quello che siamo diventati.  

In scena due attori, Jgor Barbazza e Davide Stefanato, le cui voci accompagneranno il pubblico attraverso i ricordi di tempi andati, evocando in modo divertente ma dolcemente nostalgico quella che era la vita fino a qualche decennio fa, facendo rivivere situazioni che non abbiamo ancora dimenticato come la sagra del paese, le domeniche a messa, le feste in famiglia, i lavori faticosi sui campi e i giochi di bambini. 

La convention, oltre allo spettacolo, prevede una riflessione a tutto tondo sul commercio alimentare. Dopo i saluti del Presidente della provincia Stefano Marcon e della Presidente dell’Unione provinciale Confcommercio Dania Sartorato, sono previsti gli interventi della presidente nazionale di Fida Donatella Prampolini e vicepresidente nazionale, di Federico Caner Assessore regionale, di Sergio Grasso giornalista e antropologo alimentare. Sarà una conversazione a tutto tondo sullo stato di salute del settore, sulle prospettive legislative, sul caro prezzi, sulle nuove figure professionali che mancano e sui cambiamenti dei consumatori. (ingresso libero, gradita la conferma segreteria@confcommerciounionetreviso.it)

Il commercio alimentare definito “sottocasa o di vicinato” indica una grande costellazione puntiforme con 4 grandi anime: quella dell’alimentare vero e proprio (minimercati e botteghe), quella della macelleria, della panificazione e dell’ortofrutta. I “piccoli” in tutto contano, in provincia, 1063 unità locali per un totale di 2659 addetti ed una ipotesi di fatturato (stimato) intorno al 1 miliardo e 600 milioni circa. Di contro, la Grande Distribuzione, in sigla GDO, conta 305 unità locali di cui ben 27 ipermercati e 226 supermercati per un numero complessivo di addetti di 5324.

Siamo una costellazione di piccole imprese in provincia. Identità, qualità e orgoglio sono i nostri valori fondanti. “Le nostre imprese” – afferma il presidente Riccardo Zanchetta – “hanno retto non solo il passaggio generazionale, ma anche il grande snodo della pandemia, dimostrando tutto il valore sociale, anche se non possiamo non riconoscere che, a fronte di una qualsiasi incertezza, siamo “fragili”. Nella dimensione umana del “piccolo”, basta una semplice malattia per sovvertire gli equilibri dietro il bancone”.

“Investiamo in qualità e professionalità perché il cibo, di fatto oggi, è il terreno vero del cambiamento. In questi anni si dice che è cambiato il mondo ed è vero: la spesa settimanale non esiste più, esistono “le spese”, le abitudini di acquisto derivano da nuove consapevolezze ed informazione. Si compra meno e si mangia meglio, soprattutto sano e di qualità. Il futuro, certo, ci preoccupa, ad iniziare dal reperimento delle figure professionali tanto che stiamo per presentare un nuovo progetto formativo per un ITS dedicato alla figura del gastronomo. La dimensione ibrida, digitale e fisica, fa già parte da anni della nostra identità. Gli ordini tramite sito, wha, telefono, consegna a domicilio o delivery sono aspetti ormai consolidati del settore” precisa.

Nelle città, paesi, frazioni o quartieri il ruolo del commercio di vicinato è fondamentale. “E’ un naturale antidoto al degrado ed ai vari fenomeni di microcriminalità – afferma Renzo Ghedin – “referente del settore ortofrutta e presidente della Delegazione Ascom di Treviso città. Conosciamo i nostri quartieri e siamo in grado di riconoscere pericoli e di valutare le situazioni. Con le nostre Associazioni siamo impegnati sul fronte degli affitti, delle botteghe sfitte e collaboriamo con le Pubbliche Amministrazioni”.

“Nei panifici” – dichiara Tiziano Bosco, presidente del Gruppo Panificatori – “anche se le abitudini di spesa sono cambiate, resta saldo il legame con il consumatore. Il buon pane fresco, prodotto con farine salubri, integrali, locali e biologiche, è il frutto di una nostra costante ricerca e viene richiesto. Oggi si compra meno ma sano: il concetto del carboidrato che fa male è stato sdoganato perché è cresciuta la cultura della salute ed è aumentata l’informazione. Oggi i nostri clienti possono scegliere tra 40 tipi di pane”.

(Foto: Confcommercio Treviso).
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