Con il carro funebre dal capoluogo al Senegal: l’impresa benefica di Francesca e Moustapha 

Con il carro funebre da Treviso al Senegal: l’impresa benefica di Francesca e Moustapha

Saint-Louis in Senegal quando muore una persona capita che i parenti del defunto si trovino a trasportare per chilometri la salma del loro caro a bordo di un pick-up sgangherato o peggio in spalla, nel malaugurato caso in cui il mezzo non sia disponibile. 

Lo sa bene Moustapha Fall presidente di ConsiderAfrica e nativo di ‘Ndar Guedj – Saint Louis nella lingua locale – che alla morte del padre si è visto costretto a compiere la triste (oltre che faticosa) marcia a piedi fino al cimitero. 

“Quel giorno tutti i pick-up erano prenotati perché c’era stato un grosso incidente – ha raccontato questa mattina in piazza Borsa di fronte al sindaco Mario Conte e all’assessore ai Servizi Sociali Gloria Tessarolo alla presentazione simbolica di “Treviso-Nndar”, un progetto che Moustapha sta portando avanti assieme all’attrice e autrice trevigiana Francesca Brotto

L’obiettivo? Trovare un carro funebre e poi trasportarlo via terra fino al Senegal per ridare dignità ai defunti della città di Saint-Louis (città a maggioranza musulmana) nel loro ultimo viaggio terreno. 

L’impresa per distanze attese – 5.500 km da Treviso al Senegal attraverso i deserti di Marocco e Mauritania – e per l’insolito mezzo di trasporto non ha precedenti.  

Per il progetto, sostenuto da TALE associazione culturale, Les amis d’enfance de Sindoné, Cinema Key, FederCofi e patrocinato dal Comune di Treviso, Francesca Brotto ha chiesto il supporto di una “vecchia conoscenza” dai tempi in cui scrisse il libro E vissero quasi tutti (dedicato alle becchine), ovvero le Onoranze Funebri Ivan Trevisin incaricate di trovare un carro funebre usato, lo stesso che questa mattina non è passato inosservato davanti all’ingresso della Camera di Commercio. 

Individuato il mezzo ora servono le risorse per acquistarlo, un carro funebre di seconda mano si aggira attorno ai 20 mila euro, infatti al sito www.trevisondar.it è già partita una raccolta fondi che finanzierà mezzo, viaggio e anche un docufilm sull’impresa che il regista Andrea Pranstraller ha proposto di realizzare. 

“Mi ha colpito la loro storia: trovo interessante che due persone di paesi e religioni diverse uniscano le forze per compiere un’avventura unica – spiega – da qui la volontà di documentarla mettendo assieme una piccola troupe per seguirli nel loro viaggio”. 

Ma c’è anche un’altra strada da sondare, raccontano i protagonisti di questa avventura che, fondi permettendo dovrebbe iniziare a novembre. “Su suggerimento di Ivan Ttevisin parteciperemo al Tanaexpo di Bologna (fiera del settore funerario ndr) nella speranza che qualche azienda o associazione si faccia avanti per regalarci il carro funebre. Se non riusciremo ad essere pronti entro l’autunno rimanderemo la partenza all’anno prossimo: ma siamo fiduciosi” aggiunge Francesca che ha già fatto di “Treviso-Nndar” un brand oltre che un progetto. 

Il carro funebre, nella speranza che l’impresa vada a buon fine, si aggiungerà alle altre donazioni già effettuate da Moustapha con ConsiderAfrica che in passato ha fornito all’ospedale di ‘Ndar Guedj 100 letti di ospedale, un mammografo, un ecografo e un’ambulanza. 

“Quando si pensa ad aiutare il prossimo il dono di un carro funebre non è certo la prima cosa che viene in mente – ha commentato stamani Gloria Tessarolo nell’esprimere il suo sostegno all’iniziativa – Ridare dignità ad una salma e così ai famigliari del defunto è un nobile obiettivo che questo progetto si pone e che, come Comune di Treviso, siamo felici di sostenere”. 

“Faccio tesoro delle parole di Mustafa che ha detto di voler restituire qualcosa a due città, Treviso e Ndar, che gli hanno dato tanto – ha sottolineato infine il sindaco Mario Conte – In questo caso restituire la dignità ad una salma e dare vicinanza ai familiari del defunto in un momento di grande dolore è un atto di grande generosità. Spesso ci dimentichiamo dell’importanza del rito che accompagna la persona nel suo ultimo viaggio. La pandemia ce lo ha insegnato, tanto che al cimitero maggiore di Treviso abbiamo voluto creare una sezione apposita per defunti di altre religioni, a mio avviso un grande gesto di  civiltà”. Poi l’ augurio finale seguito dalla foto “istituzionale” davanti al carro funebre: “Va bene ‘Ndar ma me raccomando anche a tornar” ha scherzato primo cittadino promettendo di seguire l’evolversi dell’impresa. 

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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