Confartigianato Marca Trevigiana, “Inaccettabile modifica alla cessione del credito”: inviata una lettera al Prefetto Sidoti

Sono 10.357 le imprese artigiane trevigiane, che danno lavoro a 22.166 addetti, che rischiano di chiudere o di incorrere in gravissime difficoltà, sia economiche che lavorative, per le conseguenze che avrà l’art.28 del Decreto Sostegni ter contenente l’inaccettabile modifica della cessione del credito. Modifica che prevede il divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi.

Il provvedimento avrà un effetto devastante su tutto il sistema casa che ha visto nel corso del 2021 un saldo positivo di 150 imprese e rischia di far saltare lavori in provincia per oltre 164 milioni di euro.

“Come Confartigianato abbiamo fatto appello al Presidente Mario Draghi, al Governatore del Veneto, Luca Zaia e al Prefetto di Treviso, dott. Angelo Sidoti per riportare loro la grande preoccupazione che quotidianamente vivono le nostre imprese e perché il Parlamento intervenga eliminando al più presto questa assurdità che va a modificare rapporti e impegni già assunti e compromette la stipula di nuovi contratti” dice il presidente Oscar Bernardi. 

Dieci sono le ragioni, riportate anche in un manifesto, che motivano la richiesta: 1) cambi in corsa nelle regole disorientano le imprese; 2) stabilità normativa indispensabile per consumatori e imprenditori; 3) mercato già bloccato dall’effetto annuncio; 4) compromissione di tutta la filiera; 5) danni non solo economici; 6) in gioco anche la reputazione delle imprese; 7) a rischio liquidità e programmi di sviluppo delle imprese; colpiti gli operatori onesti e responsabili; 8) aumento della sfiducia verso un efficace strumento per la transizione green; 9) rallentamento della corsa verso obiettivi di risparmio ed efficienza energetica; 10) accesso agli incentivi diventa elitario. 

“Chiediamo a gran voce che l’esecutivo Draghi non si dimostri sordo alle nostre richieste. 
Le frodi si combattono in altro modo: non con la modifica delle regole in corso d’opera ma con la tracciabilità delle operazioni e la qualificazione delle imprese. 
Le imprese “serie” devono poter continuare a lavorare senza confusione che compromettono tutto il mercato edilizio” conclude.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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