Confcooperative Belluno e Treviso, pubblicato il nuovo report associativo. Brugnera: “Il nostro modello economico ha dato prova di tenuta”

La cooperazione trevigiana e bellunese tira le somme e dimostra di aver saputo affrontare le sfide più dure: “Il nostro modello economico è nato per adattarsi all’aumento dei bisogni del territorio e, anche in quest’occasione, ha dato prova di tenuta”, spiega Lorenzo Brugnera, presidente di Confcooperative Belluno e Treviso, associazione che rappresenta 139 imprese, con 37.500 soci e un fatturato di 1.232.029.845 euro.

Il dossier offre anche un approfondimento specifico dedicato alla cooperazione sociale, pensato per dare conto della complessità e della ricchezza di servizi che caratterizzano questo settore.

È stato pubblicato venerdì 24 febbraio il secondo Report statistico associativo di Confcooperative Belluno e Treviso. Il documento, basato sui dati del servizio nazionale revisioni relativamente all’anno 2021, fotografa l’impatto importante che la pandemia ha determinato sulle imprese cooperative del territorio, segnando una diminuzione del fatturato vicina al 5% ma registrando una tenuta sostanziale della base associativa, che in alcuni comparti, come l’agroalimentare, ha continuato a crescere.

“Il nostro è un modello economico nato per adattarsi all’aumento dei bisogni del territorio e, anche in quest’occasione, ha dato prova di tenuta. – sottolinea Brugnera -. La nostra associazione rappresenta 37.500 soci e un fatturato di 1.232.029.845 euro.

Le 139 imprese associate incarnano appieno la mission della cooperazione: producono e distribuiscono ricchezza ai soci e ai territori, come accade nel settore agroalimentare, che reinveste il ricavato dell’export nelle aree di attività, a beneficio del contesto sociale di provenienza”.

Le valutazioni di Brugnera trovano riscontro nei dati espressi dal dossier, che vedono il fatturato netto 2021 delle cooperative bellunesi e trevigiane in crescita del 13,9% rispetto al dato del 2017 al quale corrisponde un aumento del patrimonio netto del 27,1%; l’indice di capitalizzazione medio, che fotografa l’indipendenza finanziaria, si assesta infatti al 30,26 %.

Il Report statistico dedica per la prima volta un approfondimento al settore della cooperazione sociale, che più duramente è stato colpito dalla crisi pandemica e dal quale emergono alcuni segnali importanti, primo fra tutti un calo del fatturato di quasi 25 milioni di euro e una riduzione del personale impiegato.

Il 51% delle coop sociali è di tipo A, che gestiscono servizi socio-sanitari, formativi e di educazione permanente, il 21% è di tipo B, finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e il 23% dalle cooperative plurime, che perseguono sia attività socio-assistenziali che di inserimento lavorativo.

“La cooperazione sociale si trova oggi a fronteggiare una crisi epocale e un disequilibrio economico che ha aumentato le fratture all’interno delle nostre comunità – dichiara Luca Sartorato, presidente di Federsolidarietà Belluno e Treviso -. Le nostre associate sono in difficoltà per l’aumento dei costi e il mancato adeguamento degli stessi da parte della Pubblica Amministrazione, elementi che rendono sempre più precario l’equilibrio tra la funzione sociale e la sostenibilità economica delle nostre imprese. In risposta a questa situazione noi ci sentiamo ingaggiati non come meri gestori di servizi, ma soprattutto come attori proattivi nella costruzione di risposte a bisogni dei nostri territori”.

(Foto: Coofcooperative Belluno e Treviso).
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