Emergenza smog, il Pd provinciale sulla proposta di Cna: “Sollecitiamo un’azione congiunta”

Il Partito Democratico della provincia di Treviso raccoglie la proposta lanciata da Giuliano Rosolen di Cna Treviso a costituire un tavolo tra Comuni, Regione, Ulss2, associazioni di categoria e sindacati per individuare subito le misure più efficaci per ridurre gli altissimi livelli di inquinamento dell’aria.

“Il nostro territorio sta soffocando in una nebbia di veleno – dichiarano il segretario provinciale Giovanni Zorzi e il responsabile ambiente del PD provinciale Matteo Favero – e rischiano di avere la peggio, come sempre, i più deboli: bambini, anziani e persone malate. È urgente un intervento straordinario che vada oltre all’iniziativa del singolo Comune. La proposta che viene da Cna Treviso va nella direzione giusta, quella di un’assunzione di responsabilità collettiva per affrontare l’emergenza in modo incisivo”.

Il PD provinciale rilancia e chiama in causa direttamente la Regione, titolare di quei fondi europei dedicati alle misure di sviluppo sostenibile dei nostri comuni: mobilità sostenibile, spazi verdi urbani, lotta al consumo di suolo, sostituzione delle caldaie più inquinanti questa, secondo i democratici, la ricetta per curare l’aria delle nostre città.

“Già tre anni fa – spiegano Zorzi e Favero – la Regione, su impulso dell’Unione Europea, ha istituito le aree urbane per lo sviluppo urbano sostenibile. Nella nostra provincia sono due: Treviso con Casier, Paese, Preganziol, Silea e Villorba e la zona di dieci Comuni tra Castelfranco, Asolo e Montebelluna”.

“Queste aree urbane – sottolineano – sono beneficiarie di importanti contributi comunitari per il tramite della Regione Veneto, con i quali i Comuni consorziati sono chiamati a realizzare misure integrate di sviluppo sostenibile assieme ad altri importanti soggetti del territorio, come Mom e Ulss”.

Ed ecco la proposta dei dem della Marca: “Una di queste azioni finanziate riguarda la mobilità sostenibile, la riduzione del traffico e il conseguente abbattimento dei livelli di inquinamento dell’aria. Visto che si tratta di due zone, Treviso e l’area montebellunese-castellana, tra le più critiche in Veneto per sforamenti di PM10, sarebbe bene mettere assieme gli sforzi dei due consorzi, rafforzare il profilo del partenariato, coinvolgendo più attivamente l’Ulss2 sulle attività di monitoraggio e le organizzazioni del mondo produttivo e sindacale come suggerito da Rosolen”.

“Sollecitare la Regione a uno stanziamento d’emergenza a valere su quelle linee di finanziamento comunitario – proseguono – e introdurre nuove azioni che prevedano il rafforzamento di linee di trasporto urbano interno o la loro immediata sperimentazione laddove mancano, come a Castelfranco, e l’introduzione di più incisivi pacchetti di incentivi per la riconversione dei sistemi di riscaldamento”.

Siamo in allarme – concludono Zorzi e Favero – le circolari nelle scuole che in questi giorni vietano ai bambini di uscire all’aperto durante la ricreazione lo dimostrano. Ogni momento che passa senza assumere un’iniziativa concreta fa aumentare i rischi per la salute delle nostre comunità. I Comuni da soli poco possono fare. La Regione, con le sue risorse e il suo ruolo di regia istituzionale, faccia la sua parte”.

(Fonte: Partito Democratico Treviso).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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