Fondi Pnrr per oltre 700 mila euro al progetto “Real Life” per l’inclusione di adulti con disabilità

Fare una lavatrice, prendere un mezzo pubblico, ma anche inviare una mail: per una persona con disabilità svolgere semplici azioni come queste non è scontato. La gestione della vita quotidiana deve passare per un percorso di affiancamento che guidi la persona in un progressivo inserimento nella “real life”, nella “vita vera”, cadenzata da piccole ma fondamentali azioni.

Al centro, Gloria Tessarolo

Lavorare sull’autodeterminazione di soggetti affetti da disabilità è l’obiettivo del progetto sociale denominato “Real Life percorsi di residenzialità e occupabilità inclusivi finalizzati a permettere a persone adulte con disabilità di inserirsi nelle dinamiche del mondo lavorativo e abitativo reale” presentato stamani, martedì, a Palazzo Rinaldi. 

Il progetto è il frutto della collaborazione fra realtà pubbliche e private unite nella rete Interagendo – coordinata dalla cooperativa sociale Solidarietà – in co-progettazione con Ulss2. Nella sua fase iniziale Real Life coinvolge 32 adulti con disabilità psichiche e/o motorie ma punta a coinvolgere un numero crescente di persone man mano che andrà a consolidarsi rivelandosi, come auspicato dagli organizzatori, “un progetto replicabile in tutto il territorio” trevigiano e non solo. 

La presentazione di Real Life a Palazzo Rinaldi

La Coop. Solidarietà (capofila), Coop. AILS, Coop. La Scintilla, Coop. La casa di Michela, Coop. Il Sentiero, Coop. Castel Monte, Coop. Madonna dei Miracoli, Ass.ne Arep Onlus, Ass.ne Oltre l’Indifferenza, Ass.ne Insieme per Crescere a cui si aggiunge la famiglia Martellone/Carniato, compongono la rete Interagendo che da qui al 2026 (deadline vincolante per l’uso dei fondi Pnrr) concretizzeranno le tre linee base della progettualità di “Real Life” godendo di un finanziamento europeo che ammonta 715 mila euro. La cura dell’approccio metodologico del progetto nelle sue varie fasi è stata affidata ai docenti Ernico Miatto (direttore del dipartimento di pedagogia), Claudia Andreatta e Marco Zuin dello IUSVE. 

Le testimonianze di alcuni dei borsisti del progetto

Il “Campus delle abilità”, due co-housing e attività di sviluppo di competenze digitali 

Chi ha studiato all’università lo sa, la vita del campus, primo vero momento in cui ci si stacca dal nucleo familiare, ha un grande potere formativo. Per dirla in poche parole è lì che si comincia ad “arrangiarsi” senza poter ricorrere all’aiuto dei genitori. Ricreare questo “balzo” naturale nell’età adulta proponendo l’esperienza del campus universitario è uno dei primi obiettivi di Real Life che ha avviato il “Campus delle abilità”. Il campus diffuso troverà spazio in sedi già attive delle realtà coinvolte nel progetto che verranno adeguate ad hoc per un totale di 40 mila euro di interventi: si tratta di “Casa Aurora” a Lutrano, della sede della coop. Solidarietà a Treviso e di “Casa Sole” a Preganziol (immobile di proprietà del Comune di Preganziol gestito dalla Coop. Castelmonte). 

Le testimonianze di alcuni dei borsisti del progetto

La seconda linea progettuale prevede l’avvio di due co-housing sul territorio di cui uno nella sede storica di Monigo della Cooperativa Solidarietà e un altro nella sede di Arep Onlus di Villorba: gli immobili verranno adeguati ai fini progettuali per un totale di interventi che ammontano a 300 mila euro

La terza linea progettuale di Real Life comprende a sua volta sette piccoli progetti di co-working pensati per sviluppare competenze digitali. L’investimento per l’acquisto di attrezzature e la realizzazione di aule digitali prevede un totale di 60 mila euro.  Nello specifico gli immobili che verranno attrezzati con strumentazioni informatiche sono uno spazio privato a Treviso dato in gestione alla Rete Interagendo dalla famiglia Martellone/Carniato di Monigo e Casa Sole a Preganziol. I partecipanti beneficeranno di un percorso di formazione digitale costruito ad hoc con l’apporto di Informatici senza Frontiere. 

“PNRR nel nostro territorio non è una mera sigla ma rappresenta il volto di 32 persone con disabilità che hanno deciso di mettersi in gioco, con le loro famiglie per realizzare nuovi percorsi per il loro progetto di vita – ha commentato stamani l’assessore alla Città Inclusiva del Comune di TrevisoGloria Tessarolo – Grazie a questo e ad altri progetti che il Comune di Treviso ha avviato in qualità di Capofila di 37 Comuni dell’Ex Distretto Ulss 9, Ulss 2 Associazioni e Università, PNRR a Treviso è sinonimo di sperimentazione, di progetti atti a supportare la persona e a offrire servizi in ambito sociale e sociosanitario con impatto diretto e immediato nella vita delle persone. Oggi iniziamo da qui, dal primo dei progetti avviati, grazie all’esperienza della rete Interagendo e alla condivisione di competenze tra Ulss 2 e servizi sociali dei Comuni nella Cabina di regia del Progetto. Risultati concreti a testimonianza, ancora una volta, che il nostro territorio e i comuni sanno cogliere con responsabilità le opportunità offerte”. 

Grazie a questo progetto i ragazzi e le ragazze impareranno vivere da soli acquisendo competenze e abilità necessarie per una vita in autonomia – ha sottolineato Lucia Cavallin, referente progettuale della rete Interagendo – Si parte da competenze di base come lo svolgimento di attività domestiche (imparare a cucinare, a farsi una lavatrice, a pulire adeguatamente gli ambienti della propria casa) passando poi ad aspetti che vanno oltre la gestione dell’ambito domestico come l’organizzazione del proprio tempo fra impegni personali e svago”.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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