Giuseppe Mazzotti e la salvaguardia delle ville venete: inaugurata a Santa Caterina la mostra che apre le celebrazioni per i 70 anni della storica esposizione del 1952

La sagoma in cartone di Giuseppe “Bepi” Mazzotti saluta i visitatori all’ingresso della mostra “1952 – 2022. Aspettando i 70 anni dalla prima esposizione”, inaugurata oggi 20 gennaio al Museo Santa Caterina di Treviso, dove rimarrà allestita fino al 5 febbraio.

Al taglio del nastro erano presenti la figlia di Mazzotti, Annamaria, l’assessore ai beni culturali e turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti, e Fabrizio Renzi, presidente della Fondazione Mazzotti.

La mostra è la prima iniziativa nell’anno con cui le due istituzioni commemorano la prima storica esposizione del 1952, quella voluta da “Bepi” a Palazzo dei Trecento per porre all’attenzione dell’opinione pubblica le fotografie che documentavano, per la prima volta, lo stato di degrado e abbandono in cui versavano le ville venete e i capolavori palladiani, capisaldi della storia dell’architettura di tutti i tempi.

Dopo Treviso, le fotografie dell’abbandono furono esposte anche in Italia, Austria, Germania, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, tra il 1953 e il 1964. “Con la mostra del 1952 nasce il tema della salvaguardia delle ville venete, che diventa un fatto internazionale” ha detto Fabrizio Renzi nel presentare l’esposizione a cui hanno lavorato i ricercatori della Fondazione Mazzotti, selezionando i materiali dallo straordinario patrimonio librario e fotografico di cui l’istituzione culturale è proprietaria, custodito in varie sedi tra gli archivi di via Marchesan a Treviso, Caerano di San Marco e il Fast della Provincia a Sant’Artemio.

La Fondazione, che ha risanato i propri conti dopo un lungo periodo di commissariamento grazie anche al rapporto di partenariato stretto con il Comune di Treviso, detiene un fondo composto da 127 mila fotografie, tra quelle scattate da Mazzotti (sempre accompagnato dalla sua macchina fotografica per documentare paesaggi, ville storiche, montagne e tradizioni gastronomiche) e le immagini provenienti da altre raccolte.

Una foto su tutte rappresenta il senso della mostra di Santa Caterina, scelta per la locandina: Giuseppe Mazzotti ripreso di spalle, nel 1964, in cima alla scalinata della villa del conte Loredan a Venegazzù di Volpago del Montello.

“Oggi non vedrebbe lo stesso paesaggio che vedeva allora” ha sottolineato Renzi. Paesaggi del presente e del passato che i visitatori potranno riscoprire, insieme ad altre curiosità, inquadrando i QR presenti nelle didascalie in mostra. L’intento è quello di far conoscere l’eredità di Mazzotti (che fu presidente dell’Ente del Turismo di Treviso), composta da migliaia di fotografie e materiali unici poco conosciuti al grande pubblico.

Il percorso di Santa Caterina è strutturato in quattro macro aree. Inizia con la storia di Mazzotti e delle sue passioni, in primis la fotografia e la montagna (sono esposti anche i suoi ramponi). Poi vengono proposte delle rare pubblicazioni sulle ville venete, edite prima del 1952 da autorevoli studiosi italiani e stranieri, che per la prima volta vengono esposte insieme. Questi tomi furono fondamentali per la formazione di “Bepi” Mazzotti sulla questione delle ville venete e della tutela della loro eredità culturale. Nella terza area è stata raccolta una selezione dei celebri scatti del 1952 e le locandine delle mostre allestite a Milano, Roma, Dusseldorf, Londra e Vienna. In chiusura una serie di pannelli riporta l’indagine “Vincoli e paesaggio”, svolta nel 2001 sullo stato delle storiche dimore venete e il paesaggio in cui sono immerse, variato nel tempo.

Questa mostra permette di conoscere l’attività di Giuseppe Mazzotti a difesa del patrimonio inestimabile delle ville venete e segna anche l’inizio del nuovo corso della Fondazione a lui dedicata, fondamentale per la valorizzazione culturale di Treviso e della sua provincia – ha sottolineato l’assessore Colonna Preti, – Restituiamo così a “Bepi” Mazzotti l’amore che ha dato alla nostra città“.

La mostra è stata allestita con la collaborazione tecnica di Plurimedia e sarà seguita nel 2022 da altre iniziative per rendere maggiormente fruibile da tutti il patrimonio fotografico, con una selezione esposta in una parte del Museo Bailo e la progressiva digitalizzazione degli archivi fotografici. Quindi a fine anno si terrà la grande e inedita esposizione per celebrare i 70 anni di quella che nel 1952 rivelò il talento culturale di Giuseppe Mazzotti, nume tutelare delle ville venete.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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