“I reati ci sono, dobbiamo investire sulla prevenzione. Nordio: “Presto una pubblicazione da diffondere nelle scuole”

Il ministro Carlo Nordio

Filippo Turetta, l’ex fidanzato di Giulia Cecchettin accusato di averla uccisa, ha accettato di essere estradato in Italia.

Da quanto si apprende, le procedure dovrebbero svolgersi in tempi rapidi per far sì che il giovane possa essere consegnato alla giustizia italiana. 

Ieri, durante il flash mob organizzato per Giulia in Piazza dei Signori a Treviso, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito che, per contrastare i femminicidi, è importante investire sulla prevenzione più che sulla repressione.

Abbiamo già inasprito le pene – ha spiegato il Ministro – e abbiamo creato dei nuovi reati. Diciamo che, dal punto di visto normativo, quello che si poteva fare è stato fatto. Ricordiamoci che la repressione penale non è incisiva più di tanto in queste situazioni. Quello che occorre è la prevenzione del reato e quindi questo si può avere solo con l’educazione e l’informazione attraverso un cambiamento radicale di mentalità da parte di molti maschi che ritengono ancora di essere i detentori del potere fisico e psicologico nei confronti delle donne”.

Nordio ha sottolineato che l’educazione inizia in famiglia e per questo è opportuno educare anche i genitori oltre ai figli.

Il Guardasigilli ha inoltre annunciato un progetto, che spera di poter concretizzare quanto prima, con il quale intende fornire un piccolo contributo nell’ottica della sensibilizzazione della popolazione rispetto al tema della violenza nei confronti delle donne ma non solo.

“L’idea l’ho avuto una quindicina di giorni fa – racconta Nordio -, devo ancora dare attuazione ma sto cercando di trovare il sistema, attraverso un’impostazione sia grafica che contenutistica, di far stampare degli opuscoli, dei libretti o qualcosa del genere da diffondere nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi del lavoro. In modo incisivo, ma molto comprensibile, si devono rendere palesi anche i rischi enormi che certi comportamenti, che oggi possono sembrare accettabili anche da alcuni ragazzi, potrebbero invece rovinare loro la vita”.

“Questo passa da reati gravi – prosegue -, ma anche da episodi che possono sembrare minori come la produzione di materiale pedopornografico. I minori non sanno che fotografare l’amica 17enne, magari mentre sta facendo l’amore, è un grave reato e si rischiano 5 anni di prigione. Se poi viene diffusa l’immagine agli amici, si rischia il doppio”.

“Tutte queste cose non si sanno perché nessuno li informa – conclude -. Tutto questo può essere fatto non con pubblicazioni di alto spessore giuridico, ma attraverso un modo divulgativo corredato anche da una buona grafica. In questi giorni mi sto muovendo su questo progetto e spero di riuscire presto ad ottenere dei risultati”.

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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