La rivincita delle rondini: in primavera il loro nido può bloccare un cantiere

Rondini

Decenni di edilizia non conservativa, ovvero l’abbattimento degli edifici e la ricostruzione di nuove strutture non idonee, l’agricoltura intensiva e l’uso massivo di fitofarmaci, hanno influenzato la demografia di alcune specie comuni, tra le quali la rondine e il balestruccio.

Oggi molte abitazioni non hanno più quelle spaziose travi utili a ospitare un nido; hanno invece delle pareti “nude”, prive di appigli.

Generalmente la presenza di queste specie viene considerata un problema a causa del guano, che precipita dall’alto, tanto che c’è chi non si fa alcun problema ad abbattere i nidi con una scopa e farli sparire nel secco. Per secoli si è fatto così, finché la Convezione di Berna ha stabilito che quelle specie andavano protette: oggi l’articolo 21 della Legge 157 alla lettera “o” impone che nessuno, in nessun caso, possa toccare un nido in primavera, nemmeno di fronte alla premura dei cantieri PNRR.

Persino un colossale progetto pubblico, per la realizzazione di una scuola o di un ospedale, può fermarsi per diversi mesi soltanto per la presenza di nidi di rondine e di balestruccio. Un vecchio edificio non può essere abbattuto e, se qualcuno lo abbatte e viene segnalato, ripreso, colto in flagrante, la sanzione prevista può risultare salata.

L’anno scorso la Lipu di Treviso è intervenuta in un Comune della provincia perché una signora aveva segnalato la presenza di nidi di balestruccio in un residence che doveva essere oggetto di restauro. Grazie al temporeggiamento dell’ente, la situazione si è risolta senza la necessità di entrare in causa con la ditta. Casi come questi avvengono spesso, anche per quanto riguarda l’edilizia pubblica.

Dopo quest’episodio, la Lipu Treviso Venezia aveva diramato una lettera ai sindaci delle due province per richiedere la tutela dei nidi, rispettando i tempi biologici ed evitando interventi in stabili soggetti a nidificazione in stagione riproduttiva.

“Le rondini, che prediligono la campagna, e i balestrucci, con colonie anche nei centri abitati, sono particolarmente tutelati con direttive a livello europeo – spiega Enrico Pavan, presidente provinciale della Lipu Treviso – ma l’attuazione e l’applicazione di queste leggi non è semplice. Nel concreto, ti scontri spesso con gli interessi dei privati, che spesso non concepiscono di dover fermare tutto soltanto per nido di uccello”. Ai cittadini, la Lipu spiega: “Il nido non va mai toccato, in nessun caso. Per il problema del guano, invece, basta mettere un telo, che sia ben disteso.

Questo per dire come ancora una volta l’ingenuità dell’uomo vive una sorta di contrappasso: per ogni specie vivente schiacciata dalle nostre esigenze, c’è sempre un prezzo da pagare e, in genere, lo paghiamo noi.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati