Presentato il progetto del micro tunnel di Ats che allaccerà il centro storico alla rete fognaria. Conte: “Aumenterà la qualità di vita dei cittadini”

Prenderanno il via a gennaio i lavori per la realizzazione del microtunnel che passerà sotto il fiume Sile e la ferrovia, consentendo di allacciare il centro storico di Treviso alla rete fognaria pubblica e di confluire i reflui al depuratore di Sant’Antonino.

Quella presentata questa mattina, 19 dicembre, a Ca’ Sugana è una delle più ambiziose opere d’ingegneria idraulica mai realizzate da Alto Trevigiano Servizi che segnerà una svolta per la città di Treviso dove ad oggi solo il 50% dei cittadini è allacciato alla rete fognaria. 

Il tunnel correrà per 600 metri da viale Tasso – in corrispondenza dell’area sgambatura cani, che verrà parzialmente interdetta per lavori – passando sotto il Put, per poi proseguire sotto il corso Sile e la ferrovia, terminando in via strada Polveriera (ex deposito degli autobus) dove si allaccerà alla rete fognaria attuale. Il taglio del nastro del primo stralcio del cantiere sotterraneo avverrà all’inizio del 2023. Il costo dell’opera ammonta a 2,7 milioni di euro e comporterà dieci mesi di lavorazione; l’appalto è stato affidato a un consorzio con la trevigiana Lf Costruzioni Srl.

“Si tratta di un sistema molto avanzato, a basso impatto ambientale e a basso costo di gestione, che consentirà la realizzazione di un’opera complessa limitando disservizi al traffico viabilistico e ferroviario – ha commentato l’amministratore delegato di Ats Pierpaolo Florian -. La dimensione ridotta dei cantieri, inoltre, ridurrà l’impatto e i disagi ai cittadini nelle zone interessate dai lavori”.   

La definisce una “sfida progettuale elevata” l’Ing. Andrea Mazzetti della fiorentina Enki Ingegneria che ha curato il progetto. Il professionista è tra i massimi esperti a livello europeo in materia di micro tunneling, tecnologia no-dig, ovvero “senza scavo”, pensata per evitare decompressioni, cedimenti o eventuali danni ambientali e alle infrastrutture come strade o ferrovie. “Stiamo lavorando in un salotto a cielo aperto, caratterizzato da molti vincoli tenendo conto delle mura storiche e della presenza di un parco naturale. La tutela del patrimonio archeologico e dell’ambiente hanno un ruolo centrale in questo progetto” ha sottolineato l’ingegnere portando l’esempio degli alberi, catalogati uno ad uno per evitare abbattimenti.

“Ringrazio Alto Trevigiano Servizi, l’assessore ai Lavori Pubblici Sandro Zampese e l’assessore alle Politiche Ambientali Alessandro Manera che hanno creduto fortemente in questo progetto, che se fino a qualche anno fa poteva sembrare una suggestione presto diventerà realtà” ha commentato il sindaco Mario Conte, per cui la presentazione del micro tunnel offre l’occasione per fare il punto sulle promesse fatte a inizio mandato. “Ho ereditato una città dove solo il 35% dei cittadini era allacciato alla rete fognaria: nel 2022 siamo al 50% e arriveremo al 60% nel 2023. Nel 2018 quando abbiamo annunciato la realizzazione di 20 km di fognature qualcuno ci ha presi per matti. Oggi possiamo non solo affermare che questo obiettivo è stato raggiunto, ma anche sottolineare che grazie alla sinergia con Ats siamo già in grado di programmare la realizzazione di altri 20 km di fognature entro il 2025. Quest’opera, oltre ad essere rivoluzionaria e innovativa dal punto di vista ingegneristico, rappresenta una svolta in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini trevigiani e ci consentirà di fare un ulteriore passo avanti dal punto di vista ambientale, aumentando il livello di depurazione delle acque”.

Al momento, il centro storico risulta quasi completamente sprovvisto di rete per la fognatura nera, ad eccezione di tre brevi tratte, una in piazza San Parisio, l’altra in piazza Santa Maria dei Battuti e l’ultima realizzata in Rivale Filodrammatici, in occasione del rifacimento della pavimentazione (attualmente non in esercizio, ma predisposta in occasione di tali lavori). 

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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