Sesso a domicilio, cocaina come extra: trentacinquenne in carcere per sfruttamento

35enne moldava in carcere per sfruttamento nelle province di Treviso e Venezia

Giovani ragazze dell’est Europa, dai venticinque ai quarant’anni, alcune già madri di uno o più figli, si sono ritrovate a soggiornare in un appartamento alle porte del capoluogo, vendendo per conto di una trentacinquenne moldava prestazioni sessuali a clienti medio e altolocati nelle province di Treviso e Venezia

L’intervista al comandante del Nucleo Operativo il Tenente Alfonso Trezza – Video di Luca Vecellio

Non tutte al momento della partenza erano al corrente del mestiere che dovevano svolgere: capitava addirittura che la maitresse, ritenuta responsabile di sfruttamento della prostituzione, chiedesse loro una foto fingendo di volerla associare a un curriculum. 

Gli stenti vissuti in patria, specie in Moldavia (dove le pensioni dei genitori non superano i duecento euro), le avrebbero spinte a partire a qualsiasi costo, affidandosi alla donna per tutto quanto, vitto, alloggio e ricerca di un lavoro. 

Una volta arrivate in Italia, la donna scattava loro delle foto in abiti succinti, per poi pubblicarle in specifici siti web: una volta preso contatto con un cliente, la maitresse concordava una tariffa e accompagnava la “sottoposta” al punto di incontro, che poteva essere un’abitazione privata o strutture d’accoglienza. 

Considerando la tariffa oraria, sui duecento euro, gli ultimi presunti 150 clienti delle due province sarebbero di ceto medio-alto: il giro d’affari totale dell’attività illecita era tra i cinquanta e i centomila euro al mese. Gran parte del denaro però non arrivava alle ragazze, ma alla trentacinquenne: a loro era destinato metà del compenso, meno un trenta per cento circa, motivato dal costo dell’affitto, dello spostamento in auto e degli abiti. 

Il comandante del Nucleo Operativo il Tenente Alfonso Trezza

I clienti, secondo quanto appurato dai Carabinieri, potevano anche richiedere un extra in sostanze stupefacenti: cocaina, sembrerebbe, che veniva recapitata anch’essa a domicilio, assieme alla giovane. Qualche volta alle ragazze veniva richiesto di rimanere con i clienti per tutta la notte. 

Nonostante le condizioni apparentemente inaccettabili, le ragazze (tre o cinque alla volta) rimanevano al servizio della donna mostrando timore o reverenza nei suoi confronti: i Carabinieri del Nucleo Operativo l’hanno descritta come una donna dal carattere forte e autoritario, capace quindi di assoggettare facilmente le donne che ospitava.

Fortunatamente non tutte sono rimaste in silenzio: una di loro avrebbe avuto il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri e denunciare la trentacinquenne moldava per liberarsi dal suo giogo. A quel punto, a partire da marzo del 2023, è iniziata un’intensa attività investigativa, come ha spiegato il comandante del Nucleo Operativo il Tenente Alfonso Trezza, che si è conclusa con l’emissione di una misura cautelare nei confronti della trentacinquenne moldava. 

Oggi la donna, regolare in Italia ma disoccupata, si trova in carcere a Venezia dopo essere stata rintracciata dai Carabinieri in un residence del trevigiano. Le indagini stanno tuttavia continuando e vi saranno nuove fasi investigative: i Carabinieri sono venuti a sapere anche che il “reclutamento” avveniva per conoscenza diretta o indiretta, ma non è chiaro quante donne abbiano alloggiato in quella zona. 

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata e Carabinieri).
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