Sgomberati i 35 richiedenti asilo che bivaccavano all’Appiani. Conte: “L’accoglienza può diventare esplosiva se non affrontata con responsabilità”

Sono stati accolti in luoghi dislocati in tutta la provincia i 35 richiedenti asilo (perlopiù pakistani) che quest’estate hanno “soggiornato” abusivamente in un’area coperta del parcheggio della cittadella Appiani, non avendo altro ricovero in città.

La tettoia delle casse automatiche e il vano scale sono stati un riparo precario per più settimane di immigrati asiatici, giunti clandestinamente in città con mezzi di fortuna. Un bivacco improvvisato tra l’andirivieni dei molti utenti del park, adiacente alle torri che ospitano diverse istituzioni e le Forze dell’ordine (Polizia di Stato e Guardia di Finanza).

Sollecitato dalle tante segnalazioni giunte dai cittadini e dalla Polizia locale sulla precarietà della situazione, il sindaco Mario Conte aveva chiesto la convocazione di un tavolo tecnico con il prefetto Angelo Sidoti e il questore Manuela Bernardin per valutare delle soluzioni congiunte. Nel vertice del 5 settembre scorso erano state decise delle misure che potessero tutale sia la dignità degli immigrati in cerca di asilo nel nostro Paese, sia la sicurezza igienico sanitaria dell’area pubblica in cui stazionavano.

Nei giorni scorsi, quanto prodotto dall’incontro è stato messo in pratica: Comune di Treviso, Polizia locale, Prefettura e Questura in una mattinata hanno attuato il piano di collaborazione per il ripristino dello status quo del grande parcheggio. Gli immigrati sono stati prelevati da mezzi delle forze di polizia e portati in diversi centri individuati dalla prefettura.

“I 35 richiedenti asilo sono stati introdotti in un percorso di riconoscimento per accedere ai canali ufficiali e sicuri dell’accoglienza – ha comunicato Conte sulla sua pagina social – Contarina ha provveduto a ripristinare le condizioni igienico sanitarie del luogo. Da parte del Comune di Treviso c’è la ferma volontà di collaborare a tutti i livelli per risolvere una situazione, quella dell’accoglienza che può diventare esplosiva e con conseguenze devastanti, se non viene affrontata con coscienza, responsabilità e concretezza. Per questo ringrazio il Prefetto e il Questore per aver condiviso una soluzione. Nei prossimi giorni ci confronteremo anche con Caritas ed altri operatori del territorio perché riteniamo che, in questi casi, ogni azione deve avere lo scopo di garantire la dignità”.

Il primo cittadino trevigiano afferma che non si può vivere in un parcheggio senza venire meno alla propria dignità, ma che anche chi fruisce degli stalli e tutta la cittadinanza ha diritto di trovare “un luogo accessibile, funzionale e non occupato da dormitori di fortuna”. “Tuttavia, i Comuni non possono sostenere i costi esorbitanti della gestione, soprattutto nel caso in cui queste persone fossero minorenni – conclude Conte -. Per questo serve un cambio di passo a livello nazionale. Il problema deve essere affrontato, gestito, risolto”.

(Foto: Facebook Mario Conte).
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