Si frattura il volto tuffandosi dagli scogli, quattro ore di intervento al Ca’ Foncello per ricostruirgli la faccia

L’èquipe di chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso

Un 24enne ha rischiato la vita e conseguenze molto gravi ed invalidanti per un trauma cranio facciale in seguito a un tuffo dagli scogli.

Nelle scorse settimane, mentre era in vacanza in Croazia in compagnia di alcuni amici, il ragazzo ha pensato di cimentarsi in un tuffo da parecchi metri d’altezza: a cogliere di sorpresa il giovane è stata una roccia che sporgeva ai margini della piccola insenatura nella quale il giovane aveva deciso di tuffarsi. L’impatto col volto è stato violento e devastante.

Caduto in acqua, è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale di Fiume dove ha fatto gli accertamenti del caso. Visto l’importante trauma le prime indagini sono state mirate ad escludere danni cerebrali o del midollo spinale, che avrebbero portato a paralisi o a compromissione cognitive del ragazzo. Esclusi fortunatamente questi, rimaneva da trattare l’importante trauma cranio facciale; il volto presentava quasi tutte le fratture che possono incorrere nella traumatologia maxillo facciale.

Arrivato in Italia il giorno seguente all’incidente il giovane è stato preso in cura dal personale dell’ospedale Ca’ Foncello. 

“Il paziente aveva riportato un grave fracasso facciale ­ – spiega il dr Luca Guarda Nardini, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo facciale -. Significa che dalla fronte al mento tutte le componenti ossee del volto era fratturate, molte in maniera frammentata. Grazie a un’ottima collaborazione con i colleghi anestesisti, diretti dal primario dr Paolo Zanatta, e all’alta professionalità del personale infermieristico della sala operatoria e del reparto, siamo stati in grado di operare il paziente evitando anche una tracheotomia che inizialmente sembrava indispensabile. La procedura chirurgica è durata oltre quattro ore e si è provveduto a riallineare e a stabilizzare tutti i frammenti ossei scomposti e fratturati mediante l’utilizzo di mini-placche e viti in titanio, viti e placche che il paziente potrà lasciare in sede per tutta la vita essendo il titanio materiale biocompatibile”.

“La Chirurgia maxillo facciale, nell’ambito della traumatologia, si trova a gestire diverse tipologie di pazienti: dallo sportivo, all’incidente sul lavoro, dal trauma della strada all’aggressione – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi -. Talvolta alcuni incidenti, come nel caso sopra descritto, potrebbero essere evitati. Rivolgiamo un appello, soprattutto ai giovani: fate attenzione perché facilmente può succedere che una bravata, fatta solo per far colpo sugli amici, possa trasformarsi in tragedia”.

(Foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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