Treviso, l’Ulss 2 valuta di chiedere un risarcimento da decine di migliaia di euro all’assistente sanitaria Emanuela Petrillo

Anche l’Ulss 2 di Treviso potrebbe chiedere un risarcimento, superiore ai 100mila euro, a Emanuela Petrillo, l’assistente sanitaria sotto processo a Udine con l’accusa di avere finto di inoculare le vaccinazioni a migliaia di bambini anche nella Marca.

Una sentenza amministrativa della Corte dei Conti ha stabilito che la trentottenne dovrà risarcire con 550 mila euro l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, dove ha prestato servizio fra il 2009 e il 2016.

Petrillo dovrà rispondere davanti ai giudici di peculato, omissione d’atti d’ufficio e falsità in dichiarazioni. Le analisi su 159 provette di pazienti vaccinati da Petrillo hanno confermato che in 153 il sangue non aveva reagito al vaccino. Questo ha spinto alla prima sentenza.

La donna, quando sono emerse le circostanze per cui oggi è sotto processo, era in servizio all’Ulss 2 di Treviso ed è stata licenziata nel 2017: le finte vaccinazioni fatte negli anni da assistente sanitaria sarebbero circa 8 mila, nel periodo fra il 2009 e il 2016 quando lavorava fra Udine, Codroipo e Treviso.

Ne ho parlato con il nostro ufficio legale – spiega il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi -, immagino che faremo richiesta di un risarcimento, visto come si è mossa l’azienda del Friuli. D’altra parte il costo delle vaccinazioni non fatte, gettate nei contenitori, e il costo del servizio dell’assistente sanitaria sono stati già sostenuti. Il risarcimento potrebbe ammontare a cento, centocinquanta mila euro, in proporzione al minor tempo in cui ha lavorato qui da noi rispetto al tempo e al servizio prestato in Friuli”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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