Treviso, stamane la vaccinazione collettiva dei sindaci dell’Ulss2. Benazzi: “E’ una collaborazione importante”


Si sono riuniti stamane, lunedì 12 ottobre, i sindaci e i rappresentanti dei Comuni dell’Ulss2 Marca trevigiana, per sottoporsi alla campagna collettiva di vaccinazione antinfluenzale, dandosi appuntamento all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

Un’azione che quest’anno assume una valenza particolare, considerata la situazione sanitaria in corso.

Ed è lo stesso direttore generale dell’Ulss2 Francesco Benazzi ad aver sottolineato tale valenza: “Ringrazio i sindaci, perché grazie alla loro collaborazione e ai volontari è stato possibile nei mesi scorsi, ed è anche ora possibile, affrontare questa situazione”.

Un concetto di squadra e di catena di lavoro sottolineato da più parti, per descrivere l’unione tra amministrazioni e azienda sanitaria nella gestione di una situazione tanto delicata.

Da parte sua, l’azienda sanitaria si sta attrezzando in vista dei mesi che verranno, con 10 nuovi posti di terapia subintensiva a Treviso, che consentiranno di bloccare l’evolversi della malattia, impedendo il rischio di un ricovero in terapia intensiva.

“Al momento non abbiamo registrato nessun ricovero in rianimazione, ma continuiamo a controllare la situazione facendo tanti tamponi. – ha spiegato Benazzi – Finora, tramite i nostri drive in partiti da poco tempo, i tamponi eseguiti sono stati in tutto 70.379, con una media di oltre 2 mila al giorno”.

Sul fronte delle scuole, sono in tutto 120 i ragazzi in quarantena, asintomatici o con una lieve febbricola iniziale. – ha proseguito Benazzi – I test rapidi stanno dimostrando la loro efficacia e consentono di non chiudere le scuole, di contenere le infezioni e tale strumento è utile anche per i luoghi di lavoro”.

Circa il 50-60 percento dei contagi è costituito da ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. – ha aggiunto il direttore generale – Questo dimostra che più stiamo in situazioni di collettività senza mascherina, più elevato è il rischio del contagio: bisogna evitare i luoghi affollati. La raccomandazione da dare ai giovani è quella di pensare che a casa hanno dei nonni“.

“I centri servizi hanno registrato un calo di positivi tra i loro ospiti, da 58 a 21. – ha dichiarato Francesco Benazzi – Gli anziani ricoverati in ospedale sono, invece, i casi negativizzati che non hanno la possibilità di rientrare subito, per assenza di spazi idonei, nelle proprie abitazioni oppure nelle case di riposo“.

Da parte loro, i sindaci stanno affrontando la situazione in maniera coordinata, come ha sottolineato Lisa Tommasella, presidente del Comitato dei sindaci del Distretto di Pieve di Soligo, che ha definito questa collaborazione “una catena importante del territorio che rappresenta i sindaci, a prescindere dal colore politico”.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

 

Total
0
Shares
Articoli correlati