Una confezione di “bigoi” e calamite colorate: “La pasta di Treviso” sostiene la Lilt 

Nelly Raisi Mantovani

Dopo lo stop di due anni a causa della pandemia, le feste di Natale 2023 danno nuovo slancio all’iniziativa benefica “La pasta di Treviso” promossa da “Il Pastificio Comunicazione” i cui proventi verranno interamente devoluti alla Lilt provinciale. 

Se nel 2019 e nel 2020 la confezione di pasta conteneva un gioco dell’oca dedicato a Treviso, quest’anno il valore aggiunto lo danno tre speciali calamite realizzate ad hoc a partire dai disegni dall’illustratore trevigiano Nicola Ferrarese. Una tavola con radicchio, tiramisù e un calice di Prosecco, una coppia in bici che pedala per piazza dei Signori e l’iconica Fontana delle tette sono i simboli della città raffigurati sui coloratissimi magneti contenuti nelle oltre 1000 confezioni di “bigoi” a marchio Sgambaro che si potranno acquistare in diversi locali del centro. 

Se nella passata edizioni la somma raccolta fu di quasi 10 mila euro, quest’anno, visto il numero raddoppiato di confezioni realizzate, la speranza è quella di superare tale cifra. 

 “La pasta di Treviso”, un grazioso pensierino natalizio per i “locals” ma anche un bel souvenir per i turisti, è acquistabile con un’offerta libera a partire da 12 al “Ristorante Alfredo” in via Collalto, da “Equilibri” in viale Burchiellati, da “Etto” in via Sant’Agostino, all’“Osteria Arman” in via Manzoni, alla “Pizzeria Zeus da Laura” in vicolo Avogari, al “Tato Bar” in viale Brigata Treviso, all’ “Osteria Tocai” in piazzetta dei Lombardi, dai “Naneti” in vicolo Broli e al “Vite Food Boutique” di viale della Repubblica. 

“Quest’iniziativa è un sincero omaggio alla città, ma soprattutto riempie di significato un termine spesso abusato, quello della solidarietà – commenta Piergiorgio Paladin, ideatore de “Il Pastificio” di viale Felissent – Vogliamo offrire a chiunque lo desideri una maniera concreta per essere vicino a chi ne ha più bisogno, soprattutto nel periodo natalizio. Treviso – sottolinea Paladin – Trevsio si sta rivolgendo sempre di più a un pubblico turistico e le calamite rappresentano il souvenir per antonomasia. Abbiamo deciso di abbinarle ad un pacchetto di pastasciutta perché quest’ultima racconta chi siamo, o meglio la storia della nostra sede, lo storico edificio del Premiato Pastificio A.M. Zaro. Inoltre, il taglio scelto, i bigoli, da sempre sono espressione della tradizione culinaria della città”.

“La Lilt una di quelle realtà che opera sul territorio 365 giorni all’anno sul fronte della prevenzione, forte di un esercito di volontari – ha commentato il sindaco Mario Conte – Un grazie va a Piergiorgio Paladin per aver promosso un’iniziativa che tiene assieme buon cibo, cultura e promozione turistica il tutto con un scopo benefico, a riprova che solo facendo squadra si può fare la differenza. Un grazie va anche ai ristoratori di Treviso a cui va il merito di rendere la nostra città sempre più accogliente grazie ad un’offerta di qualità all’insegna delle tradizioni trevisane e dei nostri prodotti tipici che tanto fanno innamorare e poi tornare i turisti”.  

Le calamite nelle confezioni della Pasta di Treviso

Alla presentazione della nuova edizione del progetto “La pasta di Treviso” in municipio è intervenuta anche la vicepresidente di Lilt Treviso Nelly Raisi Mantovani. “Per la nostra associazione poter contare su sostenitori generosi e su realtà imprenditoriali che decidono di supportare la nostra attività costituisce uno stimolo importante per proseguire nel nostro impegno nel campo della prevenzione oncologica e dell‘assistenza alle persone che stanno affrontando la malattia. Grazie, quindi, a ‘Il Pastificio’ ma anche ai tanti volontari e volontarie della Lilt che hanno realizzato a mano una per una le confezioni. Prevenire è vivere – ha concluso Mantovani – e per la lotta ai tumori abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti e anche di queste belle iniziative che non ultimo, in questo caso, contribuiscono a promuovere la nostra bella città”. 

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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