Contagi in calo, chiude il centro di accoglienza Covid del Guicciardini. Il ringraziamento di Benazzi a Protezione civile e volontari

Il centro di accoglienza Covid del Guicciardini chiude per la diminuzione dei contagi
Il centro di accoglienza Covid del Guicciardini chiude per la diminuzione dei contagi

Vista la costante diminuzione di soggetti positivi al Coronavirus, da lunedì 20 febbraio chiuderà il centro di accoglienza Covid ospitato all’ex ospedale Guicciardini di Valdobbiadene.

La comunicazione è stata data dal dottor Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che ha inviato una lettera indirizzata al sindaco Luciano Fregonese e alle associazioni di volontariato che operano nell’ex nosocomio valdobbiadenese.

“In questi anni – sottolinea il dottor Benazzi nella lettera -, la presenza della Protezione civile nella struttura è stata fondamentale per poter avviare il Covid Hospital durante la fase acuta della pandemia, successivamente il Covid Hotel, l’assistenza ai profughi ucraini e per finire il centro di accoglienza Covid. Per questo voglio rivolgervi il mio personale ringraziamento e quello della Direzione dell’Azienda Ulss 2 trevigiana”.

In paese sarà difficile dimenticare il grande lavoro della Protezione civile Ana, dei volontari dell’antincendio boschivo di Valdobbiadene e dei Comuni vicini e del personale infermieristico per riattivare in tempi record un ospedale chiuso da anni, con l’obiettivo di dare un contributo concreto in uno dei momenti più difficili della pandemia.

Un capitolo di storia di Valdobbiadene molto sofferto, nel quale la comunità valdobbiadenese ha dimostrato grande unità e solidarietà nell’emergenza.

“Ringrazio il direttore generale Benazzi per questa lettera – commenta il sindaco Fregonese -, che in poche righe riassume il senso di quasi tre anni di impegno e dedizione profusi assieme a centinaia di volontari di associazioni di Protezione civile, associazioni del sociale, personale Oss, infermieristico e medico dell’Ulss 2 oltre ai cittadini. Tutti hanno dato molto, sacrificando il proprio tempo libero e a volte gli affetti personali per aiutare persone ammalate di Covid-19 e profughi ucraini”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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