“Presente e futuro del Prosecco Superiore Docg”, il Consorzio di Tutela: “Ora non dobbiamo porci obiettivi numerici ma di valore”

Il convegno “Il presente e il futuro del Prosecco Superiore Docg: opinioni a confronto”
Il convegno “Il presente e il futuro del Prosecco Superiore Docg: opinioni a confronto”

Giovedì 9 marzo l’auditorium Celestino Piva di Valdobbiadene ha ospitato il convegno “Il presente e il futuro del Prosecco Superiore Docg: opinioni a confronto” moderato da Antonio Paolini, curatore delle guide del Gambero Rosso.

L’appuntamento, voluto e organizzato da Coldiretti Treviso, ha visto attorno al tavolo tutti i rappresentanti della filiera, dai produttori fino agli imbottigliatori, oltre ad esperti di export e a persone impegnate nella tutela e nella valorizzazione del prodotto simbolo delle colline Patrimonio dell’Umanità.

Dopo i saluti del vicesindaco di Valdobbiadene, Pierantonio Geronazzo, e di Giuseppe Satalino, direttore di Coldiretti Treviso, è partita la tavola rotonda con Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Giorgio Polegato, presidente Coldiretti Treviso, Alessandro Livieri, produttore vitivinicolo, Bernardo Piazza, CE.VI.V, Fabrizio Gatto, consulente exportLa Marca Vini e Spumanti, Alessio Del Savio, Mionetto Spumanti, e Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto centro orientale.

Tanti i temi trattati: dalle vecchie e nuove strategie per valorizzare il prodotto agli equilibri all’interno della filiera, senza dimenticare le criticità e leve per superarle, l’andamento del prodotto nel mercato europeo e in quello extraeuropeo oltre ai rincari delle materie prime e all’evoluzione qualitativa del prodotto.

Il convegno organizzato da Coldiretti Treviso

“L’annata 2022 ha avuto un andamento altalenante – ha sottolineato il direttore Tomasi – ma alla fine ha segnato un risultato importante. La nostra denominazione ha raggiunto il suo limite fisico: 103 milioni di bottiglie quest’anno e 104 milioni nel 2021. Ora non dobbiamo porci obiettivi numerici ma solo di valore”.

“Il 2022 chiude con un + 8% in valore – continua – Abbiamo avuto un 33% in più di esportazioni in Francia, dove il nostro vino comincia a non trovare più questo grande ostacolo dello Champagne. Forse questo è il momento di pensare a creare ancora più immagine verso l’estero: dobbiamo spingere sulla comunicazione ma i costi sono ancora alti”.

“La denominazione è matura – conclude -, dobbiamo puntare sempre sul valore. Il nostro consiglio di amministrazione si è dato tempo fino a fine marzo per decidere sullo sblocco della riserva vendemmiale. La nostra attività di comunicazione si spingerà molto sull’estero, avremo due o tre eventi organizzati in America e in Inghilterra, e avremo circa 60 personalità importanti, giornalisti e influencer, che verranno a trovarci dall’Australia, dall’America, dall’Inghilterra e dalla Francia”.

“Serve il giusto equilibrio – aggiunge il presidente Polegato – Il lavoro nei ciglioni deve essere valorizzato perché i costi che si devono affrontare rispetto alla pianura sono significativi. Ci sono stati aumenti importanti della materia prima che hanno creato delle difficoltà: siamo un’isola felice ma dobbiamo consolidare un mercato da 100 milioni di bottiglie e dobbiamo incrementare i mercati all’estero”.

Durante il convegno si è riflettuto sul fatto che oggi il viticoltore deve essere “multitasking”, dovendosi occupare di molti aspetti differenti.

“È nostro dovere conservare i sacrifici dei nostri avi – ha aggiunto il produttore vitivinicolo Livieri – È fondamentale essere strutturati e bisogna appoggiarsi a tecnici validi per non rimanere indietro. Per quanto tempo avremo i benefici dell’Unesco se non preserviamo il territorio? Stiamo affrontando problemi come la flavescenza dorata e la mancanza d’acqua. Per questo dobbiamo continuare ad investire e ad ascoltare i consigli degli esperti, per esempio quando ci dicono di togliere le viti malate”.

Tra gli aspetti positivi della denominazione c’è il cambiamento del substrato umano di questo territorio: un viticoltore su tre è giovane e c’è un + 21% di donne nella filiera.

“Per il prossimo anno sono ottimista- ha commentato Piazza di CE.VI.V – Dobbiamo essere pronti alle sfide che verranno ma per questo abbiamo un buon Consorzio che sta lavorando bene. Dobbiamo cercare tutti di fare gol ma per vincere il campionato serve essere una squadra”.

“Abbiamo subito degli aumenti nelle materie prime – ha spiegato Del Savio di Mionetto Spumanti – e l’imbottigliatore lo sa bene. Dobbiamo smetterla di definire ‘Prosecchino’ il Prosecco. La grande distribuzione tende a stritolare il produttore: serve una giusta remunerazione e sono d’accordo sul fatto che dobbiamo investire nella comunicazione. Il ristoratore deve proporre il Prosecco come prodotto di punta e dobbiamo alzare il prezzo delle bottiglie perché a volte alcune promozioni distruggono il lavoro di tanti produttori”.

“L’anello di congiunzione è il rapporto fra la produzione e il mercato – ha dichiarato Zanardo, presidente Assoenologi Veneto centro orientale – Il rapporto con l’agronomo è ottimo ma la qualità estrema che si produce quassù deve essere riconosciuta. Per farlo tutte le realtà interessate devono lavorare insieme. Dobbiamo avvicinarci all’idea che il consumatore si sta facendo della nostra area senza stravolgere la nostra identità”.

Il 24 marzo ci sarà una riunione del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Docg sull’aumento delle quote dei soci per far fronte agli incrementi dei costi, mentre a giugno si discuterà anche sul nome della denominazione nella quale, come ha sottolineato il direttore Tomasi, dovranno restare i termini “Conegliano”, “Valdobbiadene” e “Superiore”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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