Presenze turistiche 2021, dati confortanti per lo Iat di Valdobbiadene. Rebuli: “Abbiamo lavorato bene dalla primavera all’autunno, puntiamo sulla qualità”

Fanno ben sperare i numeri del report 2021 sulle presenze turistiche presentato in questi giorni dallo Iat Valdobbiadene-Ufficio Informazioni Turistiche.

Dal report emerge che sono diminuiti gli stranieri, specialmente gli americani, ma anche i francesi e gli inglesi, mentre i tedeschi hanno continuato a scegliere queste zone per le loro ferie o per una parte di esse.

Lo Iat ha segnalato un totale di 2.573 persone transitate attraverso il suo ufficio di piazza Guglielmo Marconi, in gran parte italiane (1.342), cui seguono quelle di nazionalità tedesca (645).

La maggior parte dei turisti ha fra i 46 e i 59 anni, seguiti dalla fascia 60-75 anni e da quella 21-30 anni, e vengono predilette le visite in cantine ed enoteche e gli itinerari della Strada del Prosecco.

Seguono gli appassionati delle escursioni a piedi, lungo l’anello del Prosecco e sul Monte Cesen; infine molti sono stati coloro che sono giunti a Valdobbiadene e nelle sue immediate vicinanze per partecipare a manifestazioni ed eventi organizzati dallo Iat, come ValdobbiadeneJazz e Calici di Stelle.

Sono 710 i turisti che hanno contattato telefonicamente l’Ufficio per informazioni varie, quasi esclusivamente italiani, e 227 coloro che lo hanno fatto tramite mail e, anche in questo caso, per la gran parte residenti nel Belpaese (Nel complesso i contatti sono stati 3.510).

“In un tempo in cui la voce turismo ha sofferto come mai prima d’ora – afferma Isidoro Rebuli, presidente del Consorzio Valdobbiadene – siamo soddisfatti di com’è andata la scorsa stagione. Le nostre strutture ricettive, i ristoranti e gli agriturismi hanno lavorato bene da primavera fino all’autunno. L’ufficio ha gestito le richieste senza difficoltà. Siamo fiduciosi nel futuro e, se le restrizioni derivanti dalla pandemia lo consentiranno, siamo pronti ad accogliere turisti e visitatori in numero molto maggiore”.

“Voglio ricordare che il fattore Unesco non è praticamente mai decollato – conclude -, perlomeno non in senso compiuto e che già all’indomani della notizia dell’inclusione di quest’area nel novero dei siti Patrimonio dell’Umanità, qui si erano cominciati a vedere i giapponesi, evento rarissimo”.

“Le presenze nel 2021 sono state costanti rispetto al 2020 – aggiunge il sindaco Luciano Fregonese – Ci auguriamo tutti che il 2022 segni la svolta, e dunque la rinascita. Con l’arrivo della bella stagione dovremo lavorare a stretto contatto con le attività produttive locali, stimolandole a programmare meglio aperture e chiusure in modo da offrire servizi costanti e di qualità. Insomma, bisogna crederci!”.

Rebuli ha ribadito che la parola d’ordine deve essere qualità, sia nei servizi che negli eventi.

“In particolare bisognerà puntare sulla formazione degli addetti e su una programmazione seria delle chiusure estive dei locali – conclude – In buona sostanza, in un’area turistica, tra luglio e agosto, le attività dovrebbero essere aperte, sempre. Il turista che arriva qui è sempre più esigente e nel contempo dobbiamo tenere bene a mente che è il nostro miglior investimento pubblicitario”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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