Primi “effetti Unesco”: giornalista giapponese arriva a Valdobbiadene per conoscere il Patrimonio dell’Umanità

Non si può ancora parlare di “effetto Unesco” ma gli operatori del turismo iniziano già a scaldare i motori organizzandosi al meglio per gestire l’atteso afflusso turistico sulla scia dell’importante riconoscimento Unesco.

Proprio ieri, giovedì 11 luglio 2019, l’ufficio turistico di Valdobbiadene, nella centralissima piazza Guglielmo Marconi, ha registrato la presenza di un giornalista giapponese giunto sul posto per raccogliere alcune informazioni legate al verdetto arrivato da Baku.

Il nuovo sito Patrimonio dell’Umanità, infatti, sarà sotto i riflettori internazionali per i prossimi anni perché, grazie alla risonanza garantita dalla vetrina dell’Unesco, tutto il mondo imparerà a conoscere la bellezza delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Gli addetti ai lavori sono concordi nel ritenere che, nella fase iniziale dopo l’ottenimento del riconoscimento Unesco, i primi a contattare i Comuni, i consorzi e gli uffici che si occupano di turismo nell’Alta Marca Trevigiana, saranno gli operatori turistici stranieri.

Per esempio, sono già arrivate delle richieste di informazioni da parte di tour operator italiani che, in contatto con altri tour operator orientali, stanno pensando di creare dei pacchetti turistici utili a valorizzare le bellezze del territorio delle colline di Conegliano e Valdobbiadene.

“Mi trovavo anch’io all’ufficio turistico quando è arrivato il giornalista giapponese – ha dichiarato Tommaso Razzolini, vicesindaco e assessore al turismo di Valdobbiadene – e considero molto positivamente questa notizia. Dovremo saper cogliere le opportunità che arriveranno grazie all’ingresso di questo territorio nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità”.

Auspico che questo riconoscimento – conclude Razzolini – porti ad una crescita che coinvolga tutti e non sia di pochi. Spero in un beneficio per tutta la nostra comunità e accolgo con favore l’interesse da parte del mondo orientale. Il turismo proveniente dal Giappone non è ancora molto sviluppato e, per accogliere adeguatamente i turisti di paesi orientali e mediorientali, potrebbero nascere nuove opportunità di lavoro per chi studia anche le lingue come l’arabo, il cinese e il giapponese”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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