18/04 – Trent’anni di caccia di selezione. La provocazione: “Nella Marca venuto meno il legame tra cacciatore e territorio” 

30 anni di caccia di selezione. Storia attualità e futuro in Provincia di Treviso” è il titolo del convegno, organizzato da Agut – Associazione Gestione Ungulati Treviso, andato in scena mercoledì 17 aprile in Villa dei Cedri a Valdobbiadene. 

Sono intervenuti il dottor Giuseppe Porcellato, già dirigente dell’ufficio gestione faunistica e vigilanza venatoria della Provincia di Treviso, Franco De Bon, già dirigente e assessore della Provincia di Belluno, e il dottor Renato Semenzato, biologo, docente in master universitari e consulente dei progetti Life Grandi Carnivori. 

“La serata – spiegano gli organizzatori – era finalizzata a ricostruire la ‘storia’ della caccia di selezione in provincia di Treviso. La caccia di selezione è una forma di gestione del patrimonio faunistico che si basa sulla conoscenza del territorio e delle specie, che consente un limitato prelievo di animali. L’obiettivo di tale forma di caccia è di conservare, se non di migliorare, le consistenze faunistiche. Attraverso un comportamento etico dei cacciatori, inoltre, si vuole rendere l’attività venatoria meno invisa e più accettata dalla società”. 

“È una storia iniziata 30 anni fa – continuano -, attraverso la ricostruzione dei passaggi normativi e dei rapporti sociali che negli anni si sono succeduti (ne ha parlato il dottor Porcellato). Franco De Bon ha delineato il panorama normativo nel quale attualmente il cacciatore di selezione deve operare, evidenziando alcune particolari differenze di organizzazione fra la provincia di Belluno e quella di Treviso. È stato un passaggio particolarmente interessante, in quanto Belluno è riuscito a passare indenne dalla recente riforma dell’organizzazione delle riserve alpine di caccia, voluta dalla Regione Veneto, e ha mantenuto uno stretto legame tra cacciatore e territorio”. 

“Questa realtà – concludono – è venuta meno in provincia di Treviso, dove è stata soppressa l’elezione dei Comitati Direttivi delle riserve da parte dei soci, sostituendola con Comitati Direttivi nominati dalla Regione. Per ultimo Renato Semenzato, valente tecnico faunista a livello internazionale, ci ha parlato di sostenibilità dell’attività venatoria, di gestione delle specie, con particolare riferimento al cinghiale, e di rapporti con i grandi carnivori (lupo, orso e sciacallo). Interessante il dibattito finale che ha dato vari spunti per i prossimi convegni”. 

(Foto: Agut – Associazione Gestione Ungulati Treviso). 
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