Obbligatori o consigliati? Facciamo chiarezza sui vaccini per i cani

Quando si affronta l’argomento dei vaccini per gli animali domestici, spesso confusione e disinformazione la fanno da padrone. In molti, infatti, sono convinti che sia obbligatorio vaccinare il proprio cane e che sia, dunque, proprio la legge italiana ad imporre a tutti coloro i quali possiedono un cane questa prassi.

Non è, però, proprio così: tutelare la salute del proprio animale domestico è sicuramente una priorità condivisa, ma la legge italiana prevede che vi sia un solo vaccino obbligatorio, in accordo anche con le linee guida internazionali, a cui si accompagnano tre altri vaccini che potremmo definire obbligatori solo dal punto di vista medico, ma che sono di fatto facoltativi.

Cosa prevede la legge italiana?
La legge italiana, coerentemente con l’allegato III del Regolamento UE 576/2013, infatti, prevede che sia obbligatorio vaccinare il proprio cane contro la rabbia. Questa scelta contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo fissato dall’One Health Commitee della WSAVA e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale che punta all’eliminazione di questa patologia entro il 2030.

Questo vincolo è cogente per chiunque voglia viaggiare con il proprio cane all’estero, nonostante, come specificato dallo stesso Ministero della Salute, esistono alcune deroghe nell’Unione Europa. Per viaggiare con il proprio animale domestico, inoltre, è utile valutare se nel Paese di destinazione è richiesta qualche vaccinazione specifica: sempre all’interno dell’UE, per esempio, può essere necessario il trattamento contro l’Echinococcus multiocularis, un parassita che può essere trasmesso all’uomo e trasformarsi in una minaccia per la salute.

Attualmente questo tipo di trattamento è richiesto per viaggiare in Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Malta e Norvegia.
Infine, la legge italiana richiede al padrone di un cane di procedere con l’identificazione tramite microchip, introdotto grazie all’accordo Stato Regioni del 24 gennaio 2013, e di dotare l’animale di un passaporto che contenga i dati anagrafici, l’elenco di tutte le vaccinazioni effettuale, le visite mediche e, appunto, gli eventuali trattamenti extra.

I vaccini consigliati dai veterinari

Sebbene questi siano gli obblighi di legge, la tutela dei nostri animali a quattro zampe non può considerarsi così conclusa e completata. Le linee guida internazionali promosse dal Vaccination Guidance Group della World Small Animals Veterinary Association definiscono una serie di vaccinazioni “core” che tutti i cani e tutti i gatti dovrebbero effettuare.

Lo scopo, in questo caso, è realizzare quella che viene chiamata “immunità di popolazione”, ovvero proteggere il maggior numero possibile di animali attraverso un aumento della percentuale di cani e gatti vaccinati contro una determinata malattia in una certa area.

Inoltre, gli esperti hanno rilevato in questi anni un calo delle vaccinazioni di cani e gatti, determinata probabilmente da ragioni economiche che, però, fanno sì che sacche di infezioni siano ancora presenti e che, purtroppo, ci siano ancora degli animali che muoiono a causa di malattie contro le quali è stato testato un vaccino.
Si tratta, nello specifico, di profilassi che vanno a proteggere i cani da tre malattie che possono avere conseguenze molto gravi: Cimurro, Adenovirosi, Parvovirosi.

In questo caso può essere utile considerare questi vaccini come “obbligatori” per i cani, nel senso che solo in questo modo possiamo avere la garanzia che la salute del nostro animale domestico sia tutelata.

Per questa ragione, è altrettanto utile programmare sin da subito con il proprio veterinario di fiducia il protocollo vaccinale del cane che prevede le prime dosi attorno alle 6/8 settimane di età del cucciolo fino a 16, circa, senza sottovalutare l’importanza dei richiami a partire da un anno dopo.

Foto: archivio Qdpnews.it
Autore: Angela Caporale – Sistema Ratio Centro Studi Castelli

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