Bestiario. Crescere con la natura (OMS)

Crescere con la natura (OMS)

Nel progetto internazionale promosso dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) “Crescere con la natura: Implicazioni per la salute del bambino e le allergie”, Biologi della Canservazione, Microbiologi e Pediatri hanno prodotto risultati affascinanti. Come al solito la realtà è complessa, ma vediamo se riusciamo a districarci.

Negli ultimi decenni, c’è stata una diminuzione dell’incidenza delle malattie infettive, ma parallelamente si è assistito a un aumento delle malattie infiammatorie croniche, come le malattie allergiche e l’asma. Questo fenomeno assume una portata globale, incidendo significativamente sulla qualità della vita dei piccoli pazienti e avendo pesanti conseguenze socioeconomiche.

Un concetto che ha guadagnato rilevanza è quello dell’ipotesi dell’igiene, che suggerisce che un’elevata igiene esponga i bambini a meno microrganismi, aumentando così il rischio di sviluppare malattie allergiche.

Tuttavia, gli studi epidemiologici hanno evidenziato un’interessante eccezione: i bambini che crescono in fattorie o sono esposti agli animali domestici sembrano godere di una protezione contro le malattie allergiche. Questa protezione potrebbe essere attribuita alla diversità dei microrganismi presenti nell’ambiente agricolo, la quale sembra ridurre il rischio di sviluppare asma.

Per i bimbi che vivono nelle città, quelli che convivono con cani o gatti sono meno allergici e asmatici dei bimbi che ne sono privi, contraddicendo gli anatemi della mia amata nonna che attribuiva ai poveri domestici tutte le patologie esistenti e, in verità, anche quelle inesistenti.

Ma tornando all’OMS, la nutrizione, soprattutto nei primi anni di vita, emerge come un altro elemento cruciale nell’eziologia delle malattie allergiche. La dieta, infatti, influisce sulla composizione del microbiota (la complessa comunità di microrganismi che colonizzano normalmente il nostro corpo, soprattutto nell’intestino), il quale a sua volta impatta sulla salute umana. Un microbiota intestinale alterato è stato associato a una serie di patologie, tra cui obesità, diabete, malattie infiammatorie intestinali, oltre alle già menzionate malattie allergiche e asma.

Infine, la diversità del microbiota umano emerge come un potenziale indicatore di buona salute, sottolineando l’importanza di promuovere uno stile di vita che favorisca la diversità microbica nell’organismo, e anche qui, la presenza dei domestici appare rilevante.

Grazie OMS.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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