Test sugli animali, si cerca un’alternativa. Epa: “Concentriamoci sulla scienza”

Test sugli animali, si cerca un’alternativa. Epa: “Concentriamoci sulla scienza”

La notizia è che l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha abbandonato il piano controverso per eliminare l’uso di tutti i mammiferi per testare la sicurezza delle sostanze chimiche entro il 2035. 

Perché piano è stato da subito appellato come controverso? Proviamo a capirci qualcosa.

È il 2019 quando il direttore dell’EPA, Andrew R. Wheeler, mosso “dall’amore per gli animali”, annuncia che l’EPA ridurrà del 30% la quantità di studi che coinvolgono test sui mammiferi entro il 2025 e di eliminare completamente gli studi entro il 2035. All’annuncio esultano le associazioni per i diritti degli animali mentre avanza l’onda di forte preoccupazione degli scienziati che si occupano di ambiente e di salute.

Pur non mettendo in dubbio l’amore di Wheeler per gli animali, alcuni scienziati lo accusano immediatamente di sottomettersi all’industria farmaceutica e di seguire pedissequamente le indicazioni di Donald Trump (che lo ha nominato) di minare il ruolo fondamentale dell’agenzia anteponendo le ragioni dell’economia davanti a quelle dell’ambiente e della salute.

Vediamo di capirne le ragioni

“Primum non nocere” significa che prima di tutto non si deve arrecare alcun danno. Pur applicabile a molte attività umane, la locuzione latina diventa fondamentale quando dobbiamo assumere un farmaco. L’imperativo quindi è che prima di curarci (e quando va bene, guarire) la molecola che assumiamo come medicina non ci deve far male.

È da questo principio di base che cominciano tutti i test previsti dalla ricerca farmaceutica che seguono rigidi protocolli messi a punto dalle diverse agenzie governative e intergovernative. Sono test costosi, molto costosi, molti soldi e molto tempo a carico delle stesse industrie farmaceutiche.

La sperimentazione sugli animali deve seguire requisiti normativi molto rigidi, requisiti che le aziende chimiche considerano molto dispendiosi in termini economici e di tempo. La convinzione di Wheeler (nonché il suo “amore per gli animali”) che nei prossimi 16 anni la scienza potesse sostituire completamente i test sugli animali era, appunto, una sua convinzione (nonché la speranza di molti di noi), ma non c’era nessuna prova scientifica a sostegno di questa tesi, se non la gratitudine dell’industria farmaceutica che ha cominciato immediatamente a sviluppare test (alternativi!) senza sufficiente rigore scientifico.

L’annuncio dell’EPA del 12 gennaio dice grossomodo che “bisogna concentrarci su ciò che la scienza ci dice per far avanzare metodi che non implichino la sperimentazione sugli animali” piuttosto che “concentrarci tanto su date arbitrarie”. 

Quindi un impegno comune nella sostituzione dei test sugli animali basato su prove scientifiche e non sull’idea del vantaggio economico dell’industria farmaceutica. Almeno speriamo.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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