Cure domiciliari anti Covid, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar favorevole al comitato del dottor Szumski. A febbraio nuovo round

Va sospesa la sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato la circolare del Ministero della salute sulla gestione domiciliare dei malati di Covid-19, conosciuta popolarmente come “Tachipirina e vigile attesa”.

A stabilirlo, ieri mercoledì, è stata la terza sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, presieduta dall’ex ministro Franco Frattini. In un decreto, l’organo superiore di giustizia amministrativa ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio sulle linee guida per la gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Covid-19 (qui l’articolo), che aveva fatto esultare i sostenitori del comitato a cui fa riferimento anche il medico e sindaco di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski.

A ricorrere contro la sentenza del Tar del Lazio è stato il ministro della Salute Roberto Speranza, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato. Nell’accogliere in prima battuta il ricorso, i giudici del Consiglio hanno innanzitutto considerato che “la sintetica motivazione della sentenza appellata afferma la natura vincolante, ai fini delle scelte terapeutiche dei medici di medicina generale, per la cura domiciliare dei pazienti Covid, della circolare ministeriale”.

Ciò premesso, al presidente Frattini appare “che il documento contiene, spesso con testuali affermazioni, “raccomandazioni” e non “prescrizioni”, cioè indica comportamenti che secondo la vasta letteratura scientifica ivi allegata in bibliografia, sembrano rappresentare le migliori pratiche, pur con l’ammissione della continua evoluzione in atto”, e che “di conseguenza non emerge alcun vincolo circa l’esercizio del diritto-dovere del medico di medicina generale di scegliere in scienza e coscienza la terapia migliore, laddove i dati contenuti nella circolare sono semmai parametri di riferimento circa le esperienze in atto nei metodi terapeutici a livello anche internazionale”.

E dunque, sempre secondo il Consiglio di Stato, “la sospensione della circolare, lungi da far “riappropriare” i medici di medicina generale della loro funzione e delle loro inattaccabili e inattaccate prerogative di scelta terapeutica (che l’atto non intacca) determinerebbe semmai il venir meno di un documento riassuntivo delle “migliori pratiche” che scienza ed esperienza, in costante evoluzione, hanno sinora individuato, e che i medici di medicina generale ben potranno, nello spirito costruttivo della circolazione e diffusione delle informazioni scientifico-mediche, considerare come raccomandabili, salvo scelte che motivatamente, appunto in scienza e coscienza, vogliano effettuare, sotto la propria responsabilità (come è la regola), in casi in cui la raccomandazione non sia ritenuta la via ottimale per la cura del paziente”.

Tutti motivi per i quali, in attesa della discussione collegiale che si svolgerà il 3 febbraio prossimo, il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza appellata.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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