Bestiario: un inesistente mondo di colori

Mi ritrovo in un’incantevole aula della facoltà di Lettere dell’Università di Perugia, quando affermo che i “colori” non esistono in natura. Alcuni studenti annuiscono, altri si mostrano più attenti, pronti ad approfondire il discorso.

La percezione del colore è una caratteristica fondamentale della nostra esperienza visiva, ma la definizione di “colore” può variare a seconda del contesto. In natura non esistono colori nel senso in cui li percepiamo noi umani, ma ci sono oggetti che assorbono alcune lunghezze d’onda della luce e riflettono altre, dando luogo alla percezione di determinati colori.

Ad esempio, quando vediamo un oggetto rosso, ciò significa che questo oggetto assorbe tutte le lunghezze d’onda della luce tranne quelle che percepiamo come rosso, che vengono riflesse e colpiscono la nostra retina. In questo senso, il colore è una percezione soggettiva generata dal nostro sistema visivo in risposta alla luce che colpisce gli oggetti.

Sarà chiaro quindi che organi visivi diversi percepiranno colori diversi.

Le diverse specie animali infatti percepiscono il colore rosso in modi diversi, in base alle loro capacità visive e alla sensibilità dei loro fotorecettori alle lunghezze d’onda della luce corrispondenti al rosso.

Noi umani, ad esempio, abbiamo tre tipi di coni nella retina sensibili a diverse lunghezze d’onda della luce, tra cui uno che è particolarmente sensibile al rosso. Questo ci consente di percepire una vasta gamma di tonalità di rosso e distinguere dettagliate sfumature di questo colore.

Tuttavia, altre specie animali possono percepire il rosso in modo diverso o addirittura non vederlo affatto. Ad esempio, molti mammiferi notturni hanno una visione del colore limitata o assente, poiché hanno principalmente bastoncelli nella retina, che sono più sensibili alla luce scarsa ma non distinguono il colore. Al contrario, alcune specie di uccelli e insetti possono avere una visione del colore molto sviluppata e possono percepire una vasta gamma di tonalità di rosso, oltre a poter vedere anche nella parte ultravioletta dello spettro.

Inoltre, alcune specie possono avere adattamenti specifici all’ambiente che influenzano la loro percezione del colore rosso. Ad esempio, alcuni uccelli che si nutrono di frutti rossi possono avere una migliore percezione del colore rosso per individuare il cibo.

In sintesi, la percezione del colore rosso varia notevolmente tra le specie animali a seconda della struttura dell’occhio, dei fotorecettori e degli adattamenti specifici all’ambiente.

Perciò, i colori nella natura non esistono realmente; è il nostro occhio che li interpreta e li vede. È così che i nostri sensi percepiscono ciò che non ha una esistenza.

Percepiamo l’inesistente e viviamo emozioni intense quando alcuni cervelli ce lo descrivono.

Provate a leggere “Sulle colline d’oro”, “La luce e Autunno”, proverete sentimenti profondi scaturiti dalle parole di William Wordsworth, Arthur Rimbaud e John Keats.

Viviamo nel nostro umano, il mondo umano. Ce ne sono altri di mondi, diversi dal nostro. Per quanto mi riguarda altrettanto poetici.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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