Tempesta Vaia e temperature miti tra i fattori della comparsa del bostrico: ecco chi è l’insetto che minaccia la vitalità degli abeti rossi delle Alpi meridionali

La tempesta Vaia, oltre a provocare ingenti danni diretti, ha creato le condizioni per la diffusione del bostrico, un piccolo coleottero presente naturalmente nei boschi di abete rosso dell’arco alpino in Veneto e Trentino Alto Adige.

Secondo la Provincia Autonoma di Trento la presenza di grandi quantitativi di piante danneggiate disperse nei boschi ha permesso alle popolazioni di bostrico di passare da una presenza endemica ad una presenza epidemica, destinata a durare qualche anno.

In previsione di tale pullulazione, che si verifica regolarmente dopo estesi danneggiamenti dei boschi per schianti da vento o da neve, la provincia di Trento subito dopo la tempesta Vaia aveva attivato un sistema esteso di monitoraggio delle popolazioni dell’insetto, in collaborazione con la Fondazione Mach.

La vitalità degli abeti rossi delle Alpi meridionali è dunque minacciata dal bostrico, che ora ha trovato in quelle stesse foreste le condizioni ideali per proliferare e diffondersi in modo incontrollato.

Le precedenti esperienze dei Paesi a Nord delle Alpi, in passato interessati da estesi danneggiamenti di boschi, avevano fatto prevedere un incremento della diffusione del bostrico per circa 5-6 anni. Tuttavia, l’estate calda e siccitosa che ci siamo appena lasciati alle spalle ha favorito ulteriormente la “pullulazione” di questo insetto, portando gli esperti a ritenere che entro qualche anno la devastazione sarà addirittura superiore a quella della stessa tempesta Vaia.

Il trend di crescita della popolazione dell’insetto è confermata dai monitoraggi più recenti e che, ad esempio, in Trentino, hanno mostrato un aumento medio del 22% delle catture rispetto al 2021. A favorire il bostrico sarebbero state anche le temperature miti dello scorso inverno, che hanno portato a una bassa mortalità delle colonie e una veloce ripresa degli attacchi nella successiva stagione primaverile.

Le piante attaccate dal bostrico (principalmente abeti rossi) subiscono un cambiamento di colore, che generalmente avviene in maniera piuttosto veloce. Da verde, la chioma diventa di colore rosso scuro, e col tempo diventa grigia, perdendo gli aghi.

Per contenere la sua diffusione, nel caso di boschi a prevalenza di abete rosso, la misura da adottare è la rimozione o scortecciatura delle piante colpite e di tutto il potenziale materiale riproduttivo (alberi caduti o tronchi con corteccia), prima che la nuova generazione di adulti sfarfalli.

È inoltre importante prevenirne la comparsa recuperando degli schianti boschivi in tempi tali da ridurre il pericolo di infestazione (entro un anno), specialmente in caso di perturbazioni atmosferiche localizzate.

Anche sui social ci si sta attivando: ad esempio il fotografo bellunese Sebastiano Dal Monte ha scattato delle fotografie aeree dei boschi del Cadore per sensibilizzare questa problematica che ci interessa da vicino.

(Foto: Wikipedia).
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