Il consiglio di Confartigianato Asolo alle imprese del territorio: “Pagate le fatture, non usate la scusa del coronavirus”

 

Anche se ormai parrebbe di dominio pubblico la posizione assunta dal governo e dalla Regione nel tentare di prevenire la diffusione del virus attraverso la chiusura delle attività, sorgono ogni giorno nuove difficoltà da parte di aziende, imprese e liberi professionisti della zona nel gestire questo stato di immobilità nel loro specifico settore: si tratta di esigenze lavorative che spesso sembrerebbero essere troppo specifiche per essere comprese tra le eccezioni di un decreto legge in continuo cambiamento.

Dagli enti che ogni giorno ascoltano, traducono e consigliano queste piccole e medie aziende nell’Alta Marca, come la sezione di Confartigianato imprese AsoloMontebelluna, presieduta da Fausto Bosa, arriva un messaggio che pur rispettando le linee del governo tende a sottolineare la necessità di una maggior attenzione nei confronti di quei professionisti che in questo periodo possono avere delle esigenze apparentemente non prioritarie, ma in realtà vitali per la salute, in stato critico, della loro attività.

Nel suo comprensorio, quante sono le attività che non stanno più lavorando?

Non abbiamo un dato preciso, ma quasi la totalità delle aziende associate. Anche perché la maggior parte lavora nel campo dell’edilizia: solo alcuni impiantisti idraulici, quelli impiegati nelle filiere alimentari o mediche, possono continuare a lavorare, mentre il resto del comparto dell’edilizia pura è pressoché fermo. Qui nasce un primo, grosso, problema perché alcune imprese hanno cantieri in corso in zone che, in caso di eventi climatici significativi, potrebbero diventare persino rischiose: questo si complica anche visto che la vigilanza è vietata laddove l’accesso ai luoghi di lavori non è compreso tra i codici ATECO tollerati”.

Bosa continua portando avanti anche una nota positiva del momento: “Qualche attività, che prima si era completamente fermata, ora si sta adattando alla situazione, attivando il servizio a domicilio. Quindi non solo le pizzerie, che spesso riescono a vendere fino a finire le scorte di farina, ma anche pasticcerie e gelaterie che raggruppano ordini per agevolare la consegna. Altri invece temono nell’esporre il loro personale a questo rischio”.

Anche nella stessa Confartigianato Asolo, dove si cerca di rispondere alle perplessità dei soci, il presidente Bosa afferma che ci sono stati dei ridimensionamenti: personale a casa, separé in plexiglass tra una scrivania e l’altra e ovviamente l’utilizzo dei classici dispositivi di protezione individuale.

L’appello di Confartigianato Asolo, che dichiara di comprendere le difficoltà del governo nel gestire questa situazione anche vista la sua relazione con l’Europa, consiste nella richiesta di un’immissione di liquidità nel mercato e in un accorgimento rivolto anche ad alcune banche che, secondo alcuni associati, tenderebbero a consigliare ai propri clienti la richiesta di congelamento di mutui e finanziamenti.

“Siamo certamente favorevoli al distanziamento sociale, ma non potersi recare in ufficio per preparare estratti conto o fare piccole manutenzioni, nel rispetto dell’emergenza e con la sicurezza di non potersi far male, è un divieto che sinceramente non capiamo a pieno”.

Il consiglio che il presidente Fausto Bosa dà, in generale, a coloro che lavorano in questa dimensione è quella di saldare i pagamenti e non lasciare troppe fatture in attesa della ripartenza, con la scusa del coronavirus, perché anche un gesto di buonsenso come questo, secondo il presidente, potrebbe permettere all’economia di riprendere in modo più rapido dopo la pandemia.

 

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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