In centro riapre l’osteria sotto il portico in via Canova, il “Canovino” di Veronica e Alberto. Chiudono due attività

Il “Canovino” di Veronica e Alberto
Il “Canovino” di Veronica e Alberto

Il centro storico di Asolo ha visto nei giorni scorsi una nuova giovane apertura: un locale che, con la sua “contenuta” presenza, ha portato “luce” in via Canova, ovvero la strada che scende a fianco a Palazzo Beltramini fino all’Albergo Cipriani e al bivio per Pagnano e il Casonetto.

Questa via, caratterizzata su un lato da un colonnato rialzato, contava soltanto la galleria di oggetti preziosi e la tessitoria, finché Veronica e Alberto non hanno riaperto un piccolo scrigno di osteria che hanno voluto chiamare “Canovino”.

“È vero, rispetto al resto del centro di Asolo, si parlava di via Canova come fosse la via sfortunata – racconta Veronica Dametto, mentre prepara i cuscini sulla panca all’esterno del locale. – Ma noi non ci sentiamo soli. Di fianco abbiamo un’ottima galleria d’arte e una tessitoria storica poco più in giù: molti visitatori scendono o salgono al centro da questa parte”.

Veronica, di Altivole, e Alberto Nassuato, di Riese, hanno un’ampia esperienza nel settore: lui gestiva il De Gusto, lei lavorava al Tappo Bar. Da lì poi sono passati alla Barchessa Zorzi a Riese e infine al Ca’Corniani di Monfumo, che hanno gestito per cinque anni. “Era molto impegnativo perché il posto era davvero grande. Questa dimensione è la soluzione migliore per noi oggi: quest’osteria ha avuto una storia di brevi aperture, ma non è mai rimasta a lungo. Forse aspettava noi”.

Veronica, che ha già un figlio con Alberto, è in dolce attesa (di una femminuccia): “Lo gestiremo sempre noi due, ma chiaramente stiamo cercando un terzo per quando io non potrò più occuparmene”.

Ad attirare subito l’attenzione una volta entrati nel locale, oltre alla collezione di vini, è un forno ebraico risalente a diversi secoli fa e ben recuperato dall’ultimo restauro. “Tra osteria ed enoteca, l’idea è che diventi un posto di ritrovo per tutti. È improntata come un’enoteca non convenzionale (con vini anche bizzarri), ma ci piace che sia un luogo dove puoi fermarti a mangiare un piatto caldo. Per questo abbiamo pensato a inserire delle opzioni vegetariane e vegane nel menù.

C’è chi apre, c’è chi chiude

Oltre alle recenti inaugurazioni, il centro di Asolo ha visto però anche delle chiusure: il ristorante Lomò, che avevamo raccontato in questo precedente servizio, ha dovuto chiudere i battenti (almeno temporaneamente). La stessa sorte è toccata già a gennaio al panificio di via Dante, che esisteva ad Asolo da molto tempo. Nel mercato immobiliare commerciale di Asolo, però, c’è ancora fermento e a confermarlo sono le agenzie: allo stesso modo si conferma un certo interesse per i soggiorni estivi di lusso, specie da parte di clienti esteri.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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