La Mostra Mercato delle Orchidee ad Asolo: alla Fornace, 250 esemplari attirano appassionati da tutto il mondo

Coloro che questo weekend hanno visitato la Mostra Mercato Internazionale delle Orchidee, contestualizzata nella Fornace di Asolo, hanno potuto vedere i frutti, o più che questi ultimi, i fiori di una passione particolare che forse più di altre richiede pazienza e dedizione.

L’iniziativa, giunta ormai alla quarta edizione, ha permesso ai visitatori un tuffo in una delle sezioni più raffinate della botanica, tra petali e profumi di oltre 250 esemplari divisi tra varie tipologie e specie.

La mostra è stata capace di ottenere un buon riscontro in entrambe le giornate: oltre al richiamo naturale degli appassionati, provenienti anche da altri paesi d’Europa, anche coloro che non conoscevano questo mondo si sono avvicinati per la singolarità dell’evento.

Ieri, oltre al sindaco Mauro Migliorini, che ha visitato la mostra, è arrivata anche una delegazione austriaca, in simbiosi con l’ente organizzatore: l’Atao, che da oltre trent’anni è la protagonista di questo settore, conta cinque sedi e duecento iscritti in tutt’Italia, tra cui molti giovani.

La mostra è stata strutturata su due piani: l’esposizione delle orchidee al piano di sotto, nel cuore della fornace; al piano superiore un mercato dove i visitatori hanno potuto acquistarne una e scambiare informazioni sul suo mantenimento.

Secondo Stefano Zaffonato, presidente Atao, l’approccio a questo universo avviene attraverso una prima esperienza con un’orchidea classica (una phalaenopsis), che generalmente si rivela un fallimento: inizia un atteggiamento di sfida, che porta il proprietario a voler riuscire nel mantenimento di una pianta, poi di un’altra, fino alla rifioritura e agli esemplari più estremi, ai quali è necessario ricreare un habitat ideale.

I livelli portano fino all’eccellenza, che ad Asolo è stata premiata ieri dai giudici dell’Aio che dopo aver visitato l’esposizione hanno attribuito dei premi agli esemplari meritevoli: la valutazione non arriva solamente dall’estetica della pianta ma del rapporto tra la difficoltà di mantenimento, la fioritura, i colori e la storia dell’orchidea stessa, che nasconde segreti sorprendenti.

Tra le orchidee più particolari alcune vengono conservate ed esposte in fiera in zattere di sughero, questo perché in natura crescono lungo le cortecce degli alberi; altre esistono unicamente per una tipologia di insetto e per questo hanno forme e colori unici.

“Questi fiori hanno tutti quanti uno scopo” – hanno commentato Mariangela Girlanda e Simona Colombo della Life Orchids, un’associazione cofinanziata dall’Unione Europea che mira alla sensibilizzazione verso queste piante nella loro crescita spontanea tramite incontri con i cosiddetti “custodi ambientali”.

“La mostra – afferma il sindaco di Asolo, Mauro Migliorini – è nata per scommessa quattro anni fa, ed è divenuta un punto di riferimento nazionale”.

“”La città dai cento orizzonti”, che sta muovendo i primi passi verso il riconoscimento Unesco – conclude il sindaco – si fa conoscere e apprezzare anche per ospitare queste tipologie di eventi, che quest’anno ha dedicato due incontri informativi alla conoscenza delle orchidee spontanee”.

L’obiettivo è creare una rete di sensibilità ambientale che sappia apprezzare, valorizzare e custodire le orchidee, che in Italia come nel mondo, sono fondamentali per il mantenimento della biosfera, oltre che indiscutibilmente belle da vedere.

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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