Le note di Bach alla tomba di Eleonora Duse: le celebrazioni per il centenario della morte della Divina

Le note di Bach alla tomba di Eleonora Duse: le celebrazioni per il centenario della morte della Divina

“A Pittsburgh fa freddissimo e piove il 5 aprile 1924, quando la Duse recita “La porta chiusa” dopo aver dovuto attendere lunghi minuti sotto la pioggia, quella sera. È la sua ultima volta su un palcoscenico, l’ultimo trionfo. Quando torna in albergo, trema per la febbre. Subentra una polmonite, fatale per un fisico già debilitato dalla tubercolosi”.

Così il 21 aprile di cent’anni fa morì all’estero la più grande attrice italiana di tutti i tempi, ricordata non per uno specifico ruolo, non per gli ambienti che frequentava, ma solo per un puro, brillante talento nella recitazione e un carattere che, come un romanziere, tendeva a dare attenzione anche alla bellezza nascosta dentro le piccole cose.

Era una donna di mondo, per mestiere una viaggiatrice e un’ambasciatrice del teatro italiano nel mondo, ma aveva scelto un piccolo borgo vicino al Monte Grappa come residenza definitiva: Asolo. Lì alcune famiglie di amici conosciuti a Venezia l’avevano accolta e l’avevano lasciata contemplare tutte le piccole meraviglie che questo territorio è ancora in grado di offrire. Se ne avesse avuto il tempo, avrebbe probabilmente acquistato quella Casa dell’Arco che tanto aveva voluto, con la vista sul Monte Grappa, devastato dalle cicatrici della Prima guerra mondiale.

Il 16 ottobre 1923, quando arrivò sull’isoletta di Eliss Island (New York), dichiarò alle autorità: “Duse Eleonora, anni 64, sesso femminile, sposata, attrice teatrale, nazionalità italiana, residente ad Asolo.” E da Pittsburgh, la salma della diva ha fatto ritorno nel medesimo tragitto fino al Cimitero di Sant’Anna.

Ieri il violoncellista Mario Brunello l’ha ricordata con un tributo davanti alla sua tomba, assieme a un corteo guidato dal sindaco Mauro Migliorini, che durante la messa alla cattedrale di Asolo ha detto:

“Grazie alla Duse, da un secolo a questa parte Asolo è diventata meta di tanti visitatori desiderosi di conoscere il luogo che lei amava tanto. Nella giornata di oggi sentiamo Eleonora viva in mezzo a noi, e viva più che mai: a noi spetta il compito di onorare doverosamente la sua memoria e di far conoscere il suo mito alle nuove generazioni. Che il nome di Eleonora Duse, insieme alla sua amata Asolo, attraversi gloriosamente il Nuovo Millennio”.

(Foto: per gentile concessione di Mauro Migliorini).
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