L’ultimo abbraccio di Eleonora Duse alla città: la sua casa, i suoi oggetti, i suoi pensieri

L’ultimo abbraccio di Eleonora Duse alla città

La Divina ritorna in scena: il suo palco, questa volta, si potrebbe definire “domestico”, intimo, costruito con gli oggetti e i ricordi che Eleonora Duse ha lasciato in eredità alla Città di Asolo. Nell’affettuosità di uno spazio rinnovato, curatissimo, a metà tra l’analogico dei cassetti da aprire all’esperienza digitale dei pulsanti da premere, è possibile riscoprire al Museo Civico la vita e la passione di una donna che ha influenzato il teatro, ma che in un certo senso ha anche impersonato ognuno di noi e quella perenne irrequietezza che ci caratterizza in quanto donne e uomini moderni. 

Una foto d’epoca di Eleonora Duse

A questo racconto si è voluto dedicare uno spazio d’eccellenza, organizzato da Corde Architetti Associati, destinato a diventare meta di tutti coloro che nel 2024 vorranno ricordare quest’icona dello spettacolo a cent’anni dalla morte: l’inaugurazione della stanza dusiana si è tenuta lo scorso sabato, il 7 ottobre, preceduta da una presentazione a cura degli organizzatori del Comune di Asolo.

La platea del teatro, durante l’evento, era ben popolata: una buona parte era del pubblico era composta dai cittadini del centro storico, segnale di un interesse sincero nei confronti della Duse. Dopo un’appassionante lettura di una lettera della Divina, hanno tenuto i loro discorsi anche il sindaco Mauro Migliorini e il Soprintendente Vincenzo Tiné, oltre alla responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Asolo Orietta Dissegna.

La collezione di oggetti presenti è divisa in stanze, che a partire dall’’inaugurazione saranno visitabili con il biglietto d’ingresso al Museo Civico, ed è davvero notevole non solo per il numero di oggetti originali esposti, ma anche per il loro stato di conservazione e per l’apporto multimediale che ne arricchisce i contenuti. Dagli abiti di scena alle credenze di Casa Duse, dalla ricostruzione in scala dei fondali davanti ai quali la divina recitava, entrando sembra effettivamente di essere a casa di qualcuno, con i ricordi della “Stanza del Viaggio” affissi alle pareti e una voce femminile che ci accoglie e inizia a raccontare.

Allo stesso modo, attraverso il vetro dello specchio dove lei, regista di se stessa, soleva truccarsi, appaiono i suoi ritratti e si possono ascoltare i suoi pensieri, in un monologo che tocca temi ancora attuali. All’interno dei cassetti si possono osservare gli abiti della Duse e al contempo, sul muro, ne compare una scansione tridimensionale. Su un pannello della “Stanza di Asolo”, poi, vengono descritti anche i luoghi di Asolo, cari alla Divina, che lei frequentò in vari periodi della sua vita e che desiderò sempre raggiungere, anche per l’ultima tappa della sua vita. Fa da legante, tra tutti questi contenuti, un documentario di circa quindici minuti prodotto dalla Hive Division, casa di produzione di Pagnano.

La Divina avrebbe voluto che alla sua morte (venne all’improvviso il 21 aprile 1924 a Pittsburgh, in Pennsylvania) tutti quei beni venissero lasciati ad Asolo, “paese di merletti e tranquillità”, la città di cui si era perdutamente innamorata, dove avrebbe riposato, quella dove avrebbe voluto abitare (nell’agognata Casa dell’Arco), e il paese che poi sua figlia Enrichetta avrebbe continuato a frequentare per molti anni, forse per sentirsi in qualche modo vicina alla madre.

Il sindaco di Asolo Mauro Migliorini

“Non è un restauro, ma un’opera capace di guardare alla modalità tecnologiche di divulgazione della cultura – ha commentato il sindaco Mauro Migliorini, sul palco – È un progetto che ha richiesto tantissimo lavoro e dedizione, iniziato nel 2021 e finanziato anche dal Ministero della Cultura, in occasione del Centenario. Il Museo Civico di Asolo sarà un riferimento diretto con le scuole e porterà i ragazzi e le ragazze a sperimentare un contatto diretto con l’arte e con la storia”.

Il sindaco ha ringraziato caldamente l’Ufficio Cultura, la responsabile Orietta Dissegna, la dottoressa Monica Pregnolato, i tecnici, le ditte coinvolte, la giunta comunale, l’assessore alla cultura Gerardo Pessetto e tutti coloro che hanno contribuito a quest’opera.

“La realizzazione in tempi brevi di questa stanza è profondo orgoglio dei cittadini di Asolo, depositari di questa memoria ma anche della responsabilità di rafforzare la propria identità storica. Con personalità illustri come quelle che l’hanno abitata, è chiaro che Asolo ha anche un forte destino femminile” ha detto il dottor Tiné.

“La collezione dusiana venne donata da Enrichetta allo Stato italiano, ma fu lei a selezionare il Museo di Asolo. A sua volta il nostro museo ha cominciato a collezionare tracce dell’attrice: bozzetti, manifesti, premi, ritratti, libri e parti d’arredamento. Il nuovo progetto ha preteso che la collezione fosse composta da una serie di azioni, capaci di raccontare la poliedricità di questa donna e attrice – ha spiegato la dottoressa Dissegna – Nella nuova sala del Museo a lei dedicata, la vita lavorativa e quella personale dell’attrice vengono restituite in ambienti domestici, che diventano teatro in un dialogo continuo tra oggetti e strumenti immersivi. Un’ampia finestra offre uno scorcio sulla Piazza, la sua piazza, come in un abbraccio affettuso”.

(Foto: Qdpnews.it riproduzione riservata).
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