Omicidio di Fener, la vittima è un 53enne di Alano di Piave

Ieri, sabato 6 maggio, tra le 23 e mezzanotte, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Fener, ad Alano di Piave, Antonio Costa di 53 anni e residente in paese è stato ferito mortalmente, pare durante uno scontro fisico. I soccorsi, pervenuti tempestivamente anche in elicottero, non hanno potuto salvarlo. Le indagini sul caso si sono prolungate per tutta la notte e stanno continuando anche oggi domenica.

Proponiamo qui sotto la cronaca degli avvenimenti che nottetempo hanno impegnato i Carabinieri e le altre autorità intervenute per questo nuovo episodio di sangue che ha sconvolto il territorio a pochi giorni dal duplice omicidio di Paese.

Ore 0:30 – 1:30

Davanti al bar della stazione di Alano – Fener – Valdobbiadene c’erano due pattuglie dei Carabinieri di Quero – Vas, oltre all’ambulanza all’interno della quale si trovava il corpo della vittima. Era presente anche il comandante, oltre ad alcuni militari dell’Arma in borghese, che hanno aiutato i colleghi fino al mattino. Cinque persone aspettavano di essere sentite dai Carabinieri: quattro con tratti somatici che suggeriscono una provenienza dall’America del Sud e uno di origini italiane.

Ore 1:30 – 3:00

I Carabinieri di Quero – Vas hanno iniziato a confrontarsi con quelli che potrebbero essere stati gli unici testimoni del fatto: di questi due, uno è stato lasciato sul suo furgone, sorvegliato da un militare, prima di venire trasferito in caserma per deporre la propria testimonianza. Uno di loro ha detto a un carabiniere, a voce alta al punto da essere sentito da più presenti: “Sono uscito, l’ho visto a terra ed era tutto pieno di sangue, dalle spalle fino alle gambe”.

Sul posto è arrivato il Pubblico ministero Alberto Primavera, che si è confrontato con i carabinieri presenti in loco e ha esaminato la scena del crimine. Alcuni militari hanno iniziato a cercare con le torce attorno al perimetro della stazione, forse per ritrovare l’arma del delitto, che sarebbe un coltello: sono stati smontati alcuni cestini per verificarne il contenuto e si è frugato nei sacchetti e tra le aiuole. È stata trovata anche una pistola giocattolo, ritenuta non attinente alle indagini.

Ore 3:00 – 4:00

È intervenuto il Nucleo investigativo che ha individuato, fotografato e collezionato una ventina di reperti all’ingresso del bar limitrofo alla stazione: tra i più evidenti, una macchia di sangue, un monopattino elettrico (di proprietà della vittima, secondo indiscrezioni), cocci di vetro e altri elementi posizionati anche internamente al locale. I militari della scientifica hanno lavorato un paio di ore per riuscire a classificare tutti gli oggetti riconosciuti.

Una squadra dei Vigili del fuoco Volontari del Basso Feltrino è intervenuta per illuminare la scena del crimine e facilitare il lavoro dei militari. In questa fascia oraria è arrivato anche il medico legale. Sempre verso le 3, sul posto è arrivato il furgone adibito al trasporto funebre per la rimozione della salma.

Verso le 4.00 il cittadino che era stato portato in caserma è stato riportato al suo furgone, mentre gli altri testimoni sono stati ulteriormente trattenuti, forse per nuove deposizioni. Uno di loro si è rivelato essere il gestore del bar.

La telecamera

Al momento gli inquirenti non hanno rilasciato alcuna dichiarazione in merito al presunto omicidio. Al contempo, non è ancora stato chiarito se esistano o meno sospetti su uno o più testimoni, trattenuti appunto davanti alla stazione. L’area in cui si è verificato il presunto delitto risulta essere videosorvegliata da una telecamera del Comune: se avesse registrato la colluttazione, forse il caso potrebbe essere più vicino a una soluzione.

(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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