La bella storia della Corale parrocchiale: compie i suoi primi 50 anni e guarda al futuro

Per la Corale parrocchiale Santa Maria Maddalena di Cappella Maggiore, l’anno 2024 segna un anniversario molto importante: mezzo secolo fa i loro canti animavano per la prima volta le celebrazioni religiose nella chiesa parrocchiale, e da allora continuano ad allietare le funzioni con bravura e costanza, nel segno di una lunga storia che ha attraversato tante e diverse fasi e che ora si apre al futuro.

La Corale parrocchiale di Cappella Maggiore assume infatti come data di fondazione il 1974, in quanto da allora l’attività corale è continuativa e la formazione corale ricalca in qualche modo quella che c’è anche attualmente, la classica SATB, cioè Soprani, Alti, Tenori e Bassi.

Gli inizi nel primo Novecento con la Schola Cantorum

In realtà, la storia di questo sodalizio musicale è ben più lunga e avvincente: la Corale ha radici profonde che si possono collocare ai primi del Novecento, quando era attiva in parrocchia una Schola Cantorum.

“La prima notizia certa risale al 1907 – raccontano i responsabili della Corale – quando la Schola Cantorum, guidata da monsignor Bianchini, tenne un impegnativo concerto in occasione dell’acquisto nel nuovo organo “Pugina”, tuttora attivo, che sostituì il precedente “Callido” del ‘700”.

La Corale parrocchiale di Cappella Maggiore negli anni Settanta

“In quell’occasione furono chiamati i Maestri Oreste Ravanello, Giulio Bas, Luigi Bottazzo, tutti e tre eccellenti organisti e compositori, e Giuseppe Cavazzana, anch’egli stimato organista che in quel periodo suonava con regolarità a Cappella Maggiore”.

“Come era consuetudine in quel periodo – si precisa – la Schola Cantorum era composta solo da uomini e le voci femminili erano sostituite da quelle dei bambini maschi.A questo riguardo, sono riportate in archivio storico due fotografie, una del 1911 e l’altra degli anni ’20 con parroco don Beniamino Tonon, il fondatore dell’ultracentenaria Scuola materna San Giuseppe di Cappella Maggiore”.

Dopo una trentina d’anni, la prima battuta d’arresto a causa della guerra: “L’attività corale si ridusse negli anni ’40 fino a scomparire, quasi sicuramente a causa degli eventi bellici, e riprese pian piano nel tempo successivo. Il termine della guerra portò con sé il tragico martirio di don Giovanni Brescacin ma anche l’arrivo di don Agostino Ronchi, il quale si prodigò per ricostruire un organismo di partecipazione in ambito corale”.

Gli anni ’50 rappresentano un periodo importante per la Schola Cantorum, che è molto apprezzata e vede anche le prime voci femminili.L’organista titolare di allora era il maestro Antonio De Nardi, nonché primo direttore della Banda cittadina: era anche organaro, cioè in grado di riparare organi interi o parti di essi. Ancora oggi un suo ritratto stilizzato si può vedere alla destra della cassa dell’organo: lo realizzò un corista durante una messa.

La Schola Cantorum di Cappella Maggiore negli anni Dieci

Lo scioglimento con il Concilio Vaticano II e la rinascita nel 1974

La riforma conciliare del Vaticano II (1963-65) impose un nuovo stop: “I canti gregoriani vennero messi da parte e la Schola Cantorum ne risentì fino a sciogliersi. Era il 1974 quando, in occasione della messa della Madonna del Rosario, grazie alla partecipazione della corale “Marco Enrico Bossi” di Salò guidata da padre Ferruccio Coan, il coro parrocchiale trovò nuovi stimoli a rinascere e proseguire il suo impegno nella comunità cristiana: da allora non si è più fermata”.

Artefice della rinascita fu il compianto don Rino Bechevolo, esperto di musica e storico direttore del Museo diocesano d’Arte Sacra, che in quel periodo era cooperatore festivo a Cappella Maggiore. A don Bechevolo seguì per un brevissimo periodo Claudio Bolzan, scrittore e cultore di musica sacra, e poi Cecilia Barisan, prima donna a dirigere il coro, con il marito Fabio Comellato.

Si susseguono poi Michela Turbian, Renato Gava, Fabio De Martin, per un breve periodo accompagnati all’organo anche da Bernardina Costalonga, attuale direttrice di Coro Giovani Armonie di Cappella Maggiore.

Dopo De Martin si alternano Alena Kusmner, Nadia Steffenino e Luigi Pradelle che nel 2016 restituì il testimone a Gava, poi nelle mani del giovanissimo neanche diciottenne Emiliano Chies e quindi di Emanuele Pasin, allora ventunenne, che portarono una ventata di freschezza per la compagine canora.

La Schola Cantorum di Cappella Maggiore negli anni Venti

La Corale oggi: “Siamo una famiglia, è balsamo per l’anima”

La Corale attualmente è formata da 8 soprani, 5 contralti, 5 tenori e 4 bassi, non svolge attività concertistica e continua a fare quello per cui è nata, cioè sostenere con il canto le celebrazioni in parrocchia, in particolare quelle del Triduo pasquale, del periodo natalizio e le messe solenni in occasione della festa patronale di Santa Maria Maddalena, il 22 luglio, e della Madonna del Rosario la prima domenica di ottobre. Il repertorio spazia dalla musica seicentesca a quella contemporanea, con il filo conduttore del sacro-liturgico.

Al compimento dei suoi primi 50 anni, la Corale guarda con speranza al futuro: “Gli obiettivi sono quelli di consolidare il gruppo attuale e possibilmente di inserire nuovi coristi – spiegano dal gruppo – i quali si troveranno in un ambiente sicuramente rodato ma inclusivo al massimo, pronto a ‘lavorare’ per la parrocchia e a creare anche un clima di condivisione e festa”.

Arriva anche l’appello per nuovi ingressi di coristi, davvero auspicati: “Il coro è una famiglia, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma è anche e soprattutto un balsamo per l’anima. Al termine di una prova o di una messa ognuno torna a casa con qualcosa in più. Per questo, se siete amanti del canto corale, non esitate: la Corale Santa Maria Maddalena vi aspetta per provare a garantire e garantirsi altri 50 anni di gioia!”.

Gli auguri di parroco e sindaco

“Sono felice e al contempo onorato di poter dare rilievo alla lunga storia della corale parrocchiale Santa Maria Maddalena che quest’anno ricorda il 50° dalla fondazione, anche se le radici sono ben più profonde – afferma il parroco don Riccardo Meneghel – In questi mesi, grazie ad un’appassionata ricerca storica, sta emergendo come questa realtà abbia aggregato, direttamente e indirettamente, tante persone della parrocchia, e non solo, offrendo uno splendido servizio nell’animazione delle celebrazioni. Il prezioso sostegno dei sacerdoti, unitamente alla passione e alla dedizione di tanti coristi, direttori e organisti, sono stati gli elementi di una riuscita formula che ha permesso alla corale di apportare un determinante contributo alla vita della parrocchia”.

“Non posso che esprimere tutta la mia gratitudine per quanto è stato fatto e si sta facendo – conclude don Riccardo – e al contempo augurare che altre persone, sentendosi attratte dalla bellezza del canto corale e dall’amore per la comunità parrocchiale, si aggreghino a quanti in questo momento si spendono per questa bella realtà”.

“Cinquant’anni sono un bellissimo traguardo – commenta il sindaco Mariarosa Barazza – e questo significa che dietro c’è una preziosissima attività a servizio della comunità che si realizza nel canto. A nome di tutti i cittadini rivolgo alla Corale i complimenti e i migliori auguri a continuare su questa strada per molto tempo ancora”.

“Abbiamo già previsto di invitarli al prossimo consiglio comunale per manifestare la gratitudine della cittadinanza di Cappella Maggiore e per consegnare loro un riconoscimento solenne per il lavoro svolto”.

(Foto: Corale parrocchiale Santa Maria Maddalena di Cappella Maggiore).
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