La storia di Giovanna, ex commercialista siciliana con la passione per le pecore merinos: “Dopo sette anni in malga, ricomincio da capo a Codognè”

Giovanna Giuffrida dall’Etna alla campagna di Codognè, passando per le Dolomiti bellunesi.

E’ il percorso fatto dalla intraprendente commercialista di Catania che ha messo da parte la laurea e ha lasciato la Sicilia per mettere su casa in Veneto, con il marito e i due figli. Il suo amore per l’agricoltura e la pastorizia l’ha portata a “Malga Ciauta” a Vodo di Cadore, affacciata sul Monte Pelmo.

Dopo sette anni in malga, Giovanna Giuffrida “ricomincia” da Codognè

Giovanna per sette anni è stata la signora della malga, mettendo in pratica i suoi molti talenti: allevatrice di mucche, pecore merinos e conigli d’angora, contadina impegnata nella cura dell’alpeggio, casara, produttrice di filati di lana e cuoca dell’agriturismo annesso alla malga.

Dallo scorso autunno ha lasciato definitivamente Vodo di Cadore e ha trasferito tutto il suo “zoo” domestico a Codognè, in una tipica casa rurale che sarà ristrutturata per farne un nuovo agriturismo, completo di fattoria didattica e laboratorio in cui produrre formaggi.

La storia di Giovanna Giuffrida è una delle più esemplari tra i tanti titolari di agriturismi veneti affiliati a Campagna Amica e che fanno parte di “Agrichef Coldiretti”. Vi aderiscono i cuochi contadini che lavorano nelle aziende agrituristiche, utilizzando i prodotti coltivati in proprio, ponendo attenzione alla valorizzazione dei sapori locali e alle ricette tradizionali. 

“Ho chiuso Malga Ciauta e portato a Codognè le vacche da latte grigie alpine, le tre mamme e la figliolanza. I maschietti sono prossimi ad andare via, le femminucce restano con me. Sono dei vitelloni perché hanno superato l’anno di età, ma per restano sempre piccoli. Tra il 2021 e il 2022 sono nati le gemelle e Zeus. Un maschio nato grande, adesso ha raggiunto le sue sorelle in termini di dimensioni, sono figli di mamme diverse ma dello stesso papà”, racconta l’ex commercialista, “Non possono stare a catena fino a sei mesi d’età, devono rimanere liberi sul pascolo. Non amo tenerli a catena, ma in questo momento di grande freddo, con le gelate e l’umidità che c’è fuori, stanno meglio un stalla a catena piuttosto che  liberi nel terreno accanto, dove farebbero la vita che facevano in malga”.

Le vacche da latte hanno come coinquiline le pecore merinos. “Sono  le mie ragazze, sette femmine e un maschietto che si chiama Claus perché è nato esattamente il 25 di dicembre. Il giorno di Natale 2021 mi sono ritrovata la bellissima sorpresa di un agnello. Poi c’è Ruggero, un becchetto, capra di razza girgentana. Siciliano come me, mi è stato donato. Lui è quello che tiene sotto controllo la stalla, praticamente è il capo”. 

“La mia avventura agricola nasce dalla passione per le pecore merinos”, prosegue Giovanna, “Avevo sempre desiderato avere degli animali da lana da poter tosare. Le pecore richiedono sicuramente molta attenzione e spazi. Quando sono riuscita ad averle è stata la realizzazione di un grande sogno. Le faccio tosare da un amico italo-neozelandese, che con molta maestria le tosa tenendo intatto il vello, che poi mi serve per la trasformazione della lana sucida in filati. La mia produzione è piccola, faccio un blend con cinquanta per cento di lana merinos e l’altra metà  di filo d’angora, perché allevo anche conigli d’angora”. Giovanna Giuffrida mette a disposizione questa sua esperienza negli incontri della fattoria didattica: “Insegno tutta la filiera della lana, dalla pecora al maglione, partendo proprio dalla fase della raccolta, dello smistamento della cardatura, della tintura e la filatura fino alla lavorazione con i ferri e l’uncinetto”.

L’agriturismo nella campagna di Codognè un po’ alla volta prende forma: “Ancora sto sistemando la fattoria.  Gli animali sono stati in malga fino all’inizio di settembre. E’ stato un mese freddo, rischiavo che non ci fosse più fieno d’alpeggio e sono scesa con un poco di anticipo. A Codognè mi arrivano balle di fieno di montagna dalla Valbelluna. Un bel fieno sottile, profumatissimo. Purtroppo, però, i costi sono aumentati. Quest’anno è difficilissimo, è aumentato tutto, dagli alimenti per gli animali all’energia elettrica. Attualmente senza l’attività ristorativa e la produzione casearia il reddito è ridotto. Il formaggio riprenderò a farlo tra un po’. Le tre mucche adulte sono gravide, partoriranno tra marzo e aprile, ma non so se sarò pronta con la produzione. In quel caso dovrò trovare un caseificio disposto a prendere il mio latte per un certo periodo.  Per sette anni ho sempre fatto alpeggio di montagna e nella stagione estiva, non avevo il problema di dover gestire il latte, era tutto mio e me lo caseificavo in proprio. Adesso mi trovo a ricominciare tutto da capo”.

L’ambiente più caratteristico è la vecchia stalla con travi in legno: “L’ho trovava come era una volta ed ho chiesto la possibilità di mantenerla così. Faremo una porta a vetri, in modo che dall’aula didattica si possa vedere la lavorazione del formaggio e la stalla, senza necessariamente entrare perché le stalle sono un microambiente delicato, che non deve essere contaminato”.

Nell’attesa che l’agriturismo diventi completamente operativo, Giovanna si offre di andare ad insegnare direttamente nelle scuole come si lavorano la lana e il latte, utilizzando il concorso “Fuori Classe”, un bando voluto dalla Regione Veneto per promuovere progetti innovativi condivisi tra scuola e fattoria didattica: “In questo momento di fermo per me e nella difficoltà attuale di accogliere qualcuno, data la ristrutturazione in corso, posso andare io in classe. Se ci fossero delle scuole interessate, soprattutto le medie, ad avere il contatto con la filiera della lana e del latte, mi rendo disponibile”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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